Come era nelle previsioni delle vigilia, la squadra di calcio del Ribera, che ha disputato un eccellente primo campionato di serie D, è stata consegnata nelle mani del sindaco e dell’Amministrazione comunale. La decisione è stata presa dalla dirigenza biancoceleste nei giorni scorsi, ma è stata ufficializzata pubblicamente sabato sera durante la riunione sportiva nella sala convegni del palazzo comunale convocata di proposito dalla civica amministrazione.
Da oggi la squadra e anche la società materialmente sono nelle mani del sindaco Carmelo Pace che avrà da sbrogliare una ingarbugliata matassa e una patata davvero bollente per trovare una adeguata soluzione alla sopravvivenza della squadra e della società. Le difficoltà che sono state avanzate durante l’incontro sono due abbastanza complesse che riguardano l’aspetto economico della società e il problema logistico della struttura sportiva riberese del «Nino Novara» inadeguata a potere disputare le partite del torneo di serie D.
Un fatto negativo venuto fuori dalla riunione di sabato quando alla riunione si sono presentati amministratori comunali, tifosi, ultras, sportivi e dirigenti del sodalizio calcistico, è stato l’evidente assenza degli imprenditori e dei commercianti locali che, forse per la crisi economica, non se la sarebbero forse sentita di avventurarsi in operazioni finanziarie e sportive in un momento finanziario generale molto difficile.

Il presidente Ezio Ruvolo ha dichiarato che, di fronte al una nuova cordata di imprenditori, sarebbe anche disponibile a fare un passo indietro e ad aprire le porte della società a quanti amano e vogliono continuare con il calcio che la città di Ribera non deve perdere. Le difficoltà forse nascerebbero dai debiti accumulati dalla società biancoceleste nel recente campionato di serie D. Non sono state fatte cifre di denaro, ma negli ambienti sportivi locali e tra i tifosi si parla di circa 150 mila euro.
Una presa di posizione è venuta dal gruppo dei tifosi ultras che hanno decisamente bocciato l’idea di potere costruire a breve scadenza una squadra e una società del comprensorio geografico con Sciacca, Menfi e altri centri de distretto. In un recente vertice sportivo a Sciacca in molti si erano, però, pronunciati favorevolmente nei confronti della proposta che era stata lanciata dall’emittente televisiva Teleradiosciacca.

Quello economico è ritenuto il problema più importante perché per lo stadio comunale «Nino Novara» inadeguato vi potrebbero essere un paio di soluzioni. La prima potrebbe essere una difficilissima ulteriore deroga di un anno alla società calcistica del Ribera, in presenza del progetto esecutivo di riqualificazione dell’impianto polivalente di Spataro per il quale è necessario un anno di tempo per ultimare l’opera pubblica sportiva. La seconda ipotesi potrebbe essere, se la federazione italiana gioco calcio non concederà l’ulteriore nulla osta a giocare a Ribera, quella di tenere la squadra in serie D e di farla giocare in un campo neutro della provincia, con un notevole aggravio di spese economiche che si sommerebbero ai debiti attuali.
Circola pure a Ribera, ma solo in piazza, con smentite da parte di tutti gli interessati, che la società potrebbe vendere il titolo per acquistarne uno di serie inferiore che possa permettere alla squadra di giocare ancora al «Nino Novara», in attesa del completamento dello stadio polivalente di Spataro.

«L’Amministrazione comunale – ci dice l’assessore allo Sport Antonio Sgrò – è fortemente preoccupata per la situazione finanziaria perché al momento non si vedono imprenditori disponibili. In settimana organizzeremo un altro vertice con lo scopo di chiamare ad uno ad uno alcuni imprenditori locali che potrebbero offrire una certa collaborazione con lo scopo di evitare che il gioco del calcio scompaia dalla città, dopo oltre tre quarti di secolo. Stiamo lavorando. Tenteremo tutte le strade, compreso un viaggio a Roma alla Figc».














