L'ex presidente Ezio Ruvolo
Il presidente del Ribera Ezio Ruvolo

Non capita tutti i giorni di ricevere da un avversario, una lettera di ringraziamenti per il trattamento sportivo ricevuto.
E non capita neanche tanto spesso che i complimenti giungano fino ai vertici della Federazione. Piuttosto siamo abituati a sentire di ricorsi, lamentele, vendette sportive legate al dito, persino di squadre perdenti che non si partecipano alla premiazione degli avversari.

Invece, nel calcio siciliano di oggi, accade che il Presidente del Ragusa rivolga, al Presidente del Ribera, complimenti e ringraziamenti per “la grande disponibilità e ospitalità riservata”.

“La disponibilità – scrive nella lettera il presidente degli azzurri Giuseppe Rimmaudo – parte già dai giorni precedenti alla gara,  nell’organizzazione logistica della stessa.

Porgiamo un ulteriore ringraziamento per il trattamento riservato ai nostri tifosi, che in un momento particolare del nostro calcio dove si presentano dinieghi di ogni genere, dai “divieti di trasferta ai tifosi ospiti, alle partite a porte chiuse etc…”, ci ritroviamo che una società nella fattispecie il Ribera, ospiti, gratuitamente la nostra tifoseria in tribuna “A” insieme agli sportivi Riberesi a tifare ed a gioire per i goals delle proprie squadre. Sono cose di altri tempi?? Speriamo di NO.
Noi operatori del calcio dovremmo capire  congiuntamente, senza alcuna retorica,  che queste cose fanno bene solo ed esclusivamente al calcio” conclude il Presidente Rimmaudo.

Un vero e proprio monumento allo sport, un gesto da utilizzare come spot pubblicitario.

Sorpreso e lusingato per l’iniziativa del presidente ragusano, Ezio Ruvolo non può che cogliere l’occasione per sottolineare come grazie a questa realtà, “sta crescendo non solo lo sport riberese, ma anche l’immagine della cittadina”.
Frutto di grandi sforzi economici e non solo, per Ruvolo ed i suoi collaboratori.
“Ma non è più possibile continuare a lavorare in questo luogo e in queste condizioni – tuona Ruvolo -. E’ arrivato il momento che le istituzioni lo capiscano. Una volta per tutte”.
Come dire: la tempesta dopo la quiete.

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