curva-licata-ultra-3Tante promesse da più parti, ma nessuno mette mani al portafogli

Licata. Nel corso della conferenza stampa organizzata dalla società giovedì scorso, è mancata la presenza di un rappresentante dell’amministrazione comunale o di un delegato che avrebbe potuto rispondere alle domande poste dai presenti.
In attesa del nuovo incontro tra i soci e gli imprenditori veneti, ci chiediamo: se non si trova l’accordo, esiste un piano alternativo? Un piano d’emergenza che supplisca al fallimento, perché non vorremmo ritrovarci la prossima settimana al punto di partenza. In questo caso è arrivato il momento di portare i libri contabili dal sindaco, anche perché se la politica altrove fa bene al calcio, non si capisce come mai da noi ciò non sia possibile. Alcuni passaggi della conferenza stampa di giovedì scorso.
Semprevivo: «Ci sono due imprenditori veneti che sono qui per motivi professionali legati al settore dell’edilizia, i quali hanno fatto e fanno anche calcio, hanno mostrato interesse verso la squadra e ci siamo incontrati. Abbiamo parlato di calcio e ne riparleremo ancora quando ritorneranno all’inizio della prossima settimana per esporci il loro progetto. Smentisco la notizia sul tecnico Mazzullo. Noi non vogliamo speculare sul calcio e siamo disposti a metterci da parte. Se fallisce questa iniziativa, non so come andrà a finire. Tra martedì e mercoledì se ne saprà di più. Auspico che il 51 % rimanga a Licata perché la squadra è dei licatesi».
Cosentino: «Perché l’assessore allo Sport non valuta con voi l’andamento della trattativa? Domanda che giriamo all’interessato».
Bottaro: «Il Licata calcio non è un giocattolo. C’è un settore giovanile da seguire perché ci sono tanti giovani che hanno un futuro e non è giusto abbandonarli».
Semprevivo: «Ringrazio Lillo Terranova per il lavoro svolto per l’iscrizione».
La storia sportiva del Licata dimostra che facendo gruppo si possono ottenere grandi risultati. Oggi il calcio è cambiato e occorre il contributo di tutti.