Alto, prestante, pelato, mostra un’età superiore a quella effettiva.
Stiamo parlando di uno degli artefici del meritato pari conquistato domenica scorsa sul campo del capolista Foggia, quel Pasquale Pane che ha fatto dannare l’anima agli avanti rossoneri ed emozionato tantissimo i tifosi biancazzurri che hanno seguito da casa la sfida dello “Zaccheria”.
Eppure è un classe 1990 (ventisette anni il prossimo mese di marzo), nativo di Acerra, ma è di Pozzuoli ad un tiro di schioppo da Napoli. E’ un ragazzo simpatico, aperto, che come tanti della sua età, ha iniziato molto presto a tirare i primi calci. Lenta ma costante la sua ascesa per la conquista dei galloni da titolare. Un paio di stagioni con la Cavese in Lega Pro a cavallo tra gli anni 2009-2011, un paio di stagioni con il Barletta (sempre in C1) con cui colleziona 34 presenze, poi Ischia, aprilia e Benevento (26 presenze dove sfiora la promozione in B), ed infine la scorsa stagione con il Mantova dove ha fatto molte panchine. In estate, Peppino Tirri lo ha voluto in biancazzurro.
– Dopo un inizio un po’ difficile in biancazzurro, adesso le cose si stanno mettendo per il meglio. –
“E’ normale, – risponde prontamente Pasquale Pane -, ma sono contento perché sono stati fatti dei passi da giganti, ed i frutti cominciano a notarsi”.
– Quando la difesa non subisce gol, merito è anche del portiere…..-
“Direi che il merito è di tutti, del gran lavoro che svolgiamo quotidianamente, e della concentrazione che riusciamo a mantenere per tutto l’arco dei novanta minuti. Il dovere del portiere è quello di mettere il sigillo alle situazioni difficili, elargire consigli ai giovani compagni di reparto. In queste ultime quattro partite ci siamo riusciti molto bene, speriamo di continuare su questa squadra”.
– Oltre quella con il Foggia, quale gara ti ha entusiasmato di più? –
“Le vittorie sono tutte belle, ma quella con il Catania è indimenticabile per intensità di gioco, predisposizione tattica e l’atteggiamento tenuto contro un grande avversario”.
– Spesse volte in carriera sei partito come secondo…..– “Anche queste cose fanno maturare, ma poi con il lavoro quotidiano ed i giusti stimoli, si può aspirare alla maglia titolare. Occorre avere pazienza ed attendere il momento giusto”.
– Qual è il tuo sogno nel cassetto?-
“Quello che hanno un po’ tutti i calciatori: arrivare in Nazionale. Ad Agrigento mi sto trovando molto bene, ci sono tifosi eccezionali, e poi con i miei compagni ho legato moltissimo”.
– Malgrado la tua giovane età, cosa ti senti di dire ai più giovani compagni di squadra. –
“Avere pazienza e sapere attendere il momento giusto – conclude il portierone biancazzurro – . Ancora c’è molta strada da percorrere e noi abbiamo un obbiettivo primario da raggiungere: una salvezza tranquilla”.














