Dopo le esternazioni di ieri l’altro di giocatori e società, ieri mattina le parti si sono incontrate negli spogliatoi del «Liotta».
Dopo il confronto, i giocatori hanno deciso di non allenarsi, così come avevano fatto martedì gli atleti Juniores e non si sa se anche oggi la seduta salterà.
Alla vigilia delle due gare più importanti della stagione contro Nissa e Acireale, dal risultato niente affatto scontato, che porteranno la squadra alla salvezza diretta o alla lotteria dei play out, società e giocatori sembrano separati in casa.
Da un lato i giocatori, stanchi delle continue promesse non mantenute, si sentono soli e abbandonati sul piano organizzativo, logistico ed economico.
Dall’altro lato una società rimasta con tre soli elementi sta cercando di far fronte a tutte le emergenze e ha dato delle garanzie ai giocatori confermando che saranno mantenuti tutti gli impegni assunti. Dalle loro dichiarazioni si evince che c’è qualcosa che cova sotto la cenere da diverso tempo e ciò ha tolto quella serenità, concentrazione e lucidità necessaria per affrontare il girone di ritorno con la stessa carica con cui i gialloblù sono stati protagonisti della prima parte del campionato.
La squadra ha promesso che sino alla fine farà il proprio dovere. La società ha promesso che manterrà gli impegni economici assunti nei confronti di tutti i tesserati.
Si faccia in modo che nel corso degli ultimi giorni che rimangono la squadra non continui a sentirsi sola, abbia il conforto della società e soprattutto che entrambi mantengano le promesse.
Licata è una piazza importante nel panorama calcistico regionale, ha una tifoseria passionale che segue la squadra anche nelle lunghe trasferte, che conta oltre mille spettatori domenicali e ciò presuppone un’organizzazione di base necessaria e fondamentale per far girare tutto ciò che ruota intorno al pianeta gialloblù.
Aver conquistato la serie D, con tanti sacrifici economici, dopo la radiazione e l’assenza per mesi del calcio giocato con lo stadio chiuso, deve far comprendere che gli attori di questa vicenda devono essere responsabili, ritrovandosi intorno ai punti che devono accomunare, unire e non dividere sapendo che la squadra è un patrimonio di tutti.
Se domani si perdesse la serie D sarebbe una sconfitta per l’intera comunità licatese.
Dal quotidiano La Sicilia del 26-04-13
di Gaetano Licata














