Un Akragas spigliato, combattivo, concentrato al massimo, pur in inferiorità numerica dal 35’ del primo tempo, ha avuto la meglio sulla Cephaledium, compagine attrezzata e tecnica.
Sin dai primi minuti si è vista subito la grande voglia di ritornare a vincere della compagine dei templi, che trascinata da un Gambino generoso, ha subito messo in difficoltà la retroguardia palermitana.
Diversi i tentativi a rete dello stesso Gambino, Biondo, Caronia, ma il gol è nell’aria ed arriva al 20’. Licata pennella un cross in area, Cipolla si avventa di testa ed insacca. Gran bel gol!,

Poi arriva l’episodio che avrebbe potuto condizionare l’esito della partita. Un’entrata di Biancola, giudicata troppo frettolosamente dall’arbitro, manda anzitempo il giovane dentro gli spogliatoi.
In dieci contro undici, l’Akragas è costretto a cambiare modulo, ma al 37’ , un atterramento di Messina, viene giudicato abbastanza netto dal direttore di gara, il quale assegna il penalty.
Dagli undici metri trasforma Pietro Clemente.
Raggiunto il pari, l’Akragas teme il peggio, ma capitan Gambino suona la carica e sarà proprio lui a ristabilire le distanze al 42’: 2–1 per l’Akragas.
Nel secondo tempo, la compagine dei templi si compatta sempre più, respinge gli assalti della Cephaledium e dopo avere mancato il tris per un nonnulla, ottiene la rete della tranquillità, al 79’, con Caronia servito millimetricamente da Licata. Finisce tra gli applausi del pubblico presente e domenica si va ad Alcamo.














