Enna corsara all’Esseneto. Akragas deludente. Tifosi arrabbiati: “Vergogna! Andate a lavorare.”

Certo, uno pensa, vado allo stadio a rilassarmi, vado a guardare la mia squadra del cuore vincere contro un’avversaria decisamente abbordabile, così finalmente possiamo abbandonare quell’ultimo posto in classifica che davvero ci sta stretto e non meritiamo.

Noi siamo l’Akragas, la blasonata Akragas e quest’anno abbiamo una squadra più forte rispetto allo scorso anno potendo contare su calciatori di grande qualità e che faranno sicuramente parlare di sè. Almeno queste le ultime parole famose di alcuni di loro quando “cacciarono” Pino Rigoli, l’unico allenatore che finora ha portato ai tifosi del Gigante la gioia di una vittoria in campionato.

Un campionato che ci vede ultimi. Eh si, perchè il pomeriggio allo stadio Esseneto non è stato per nulla rilassante, anzi ci siamo fatti il fegato amaro per l’inesistente prestazione dei “campioni” in maglia bianca e azzurra. Non c’è gioco, lanci lunghi e pedalare e quelle rare volte che mettevano palla a terra, gli errori in fase di impostazione non si contavano più e da uno di questi è nato il gol degli ospiti, che diciamocelo chiaro, non avrebbero mai segnato altrimenti, come non lo abbiamo fatto noi. Due squadre scarse, ma l’Akragas ha guadagnato lo scettro di squadra più scarsa del torneo, non riuscendo mai a calciare pericolosamente verso la porta avversaria.

Bonfatto doveva vincere assolutamente queste due sfide consecutive tra le mura amiche, floppando subito la prima contro i gialloverdi. Ma la cosa che lascia pensare è che non c’è alcuna percezione positiva nei confronti di questo gruppo.

A fine gara, i tifosi hanno voluto prepotentemente squadra e staff sotto la curva sud dove era esposto un eloquente striscione “Deni vattene”. Gli ultras agrigentini hanno urlato a squarciagola: “Andate a lavorare”. Tanta era l’amarezza per il pessimo spettacolo andato in scena questo pomeriggio nel catino di via Petrarca.

Dopo 12 giornate l’Akragas rimane ultima in classifica, a quota 7 punti, a – 3 punti dai play out ed a – 6 dalla quota salvezza. Nulla di irrimediabile sia chiaro, ma oggi si doveva vincere, era imperativo contro una diretta concorrente. Basti pensare che se l’Akragas avesse vinto avrebbe raggiunto quota 10 punti a sole 3 lunghezze proprio dai gialloverdi che invece adesso salgono a +9.

La cronaca è scarna, non ci sono stati azioni pericolose. Estremi difensori praticamente inoperosi, fatte salve qualche facile parata per tiri deboli o centrali. Abbiamo annotato un errore macroscopico di Palazzolo al 4° minuto che di testa, dentro l’area piccola con tutta la porta spalancata davanti non riesce incredibilmente a metterla dentro, ed anzi spedisce il pallone alto sopra la traversa. Al 16° Grillo su punizione la butta direttamente fuori. Al 19° Nardella con un sinistro dal limite riscalda i guanti di Dregan che non può fare altro che raccogliere il tiro telefonato dell’avversario. Al 39° l’unico tiro verso la porta dell’Enna. Ci pensa Lo Faso, con un gran tiro dai 20 metri che finisce fuori. Al 50° arriva il gol di Barile che approfitta di uno svarione difensivo e supera con un pallonetto Di Rienzo che cercava di recuperare sul 10 gialloverde e Dregan che può solo guardare il pallone sbattere sul palo opposto prima di terminare in rete. Al 56° Carbone vuole legittimare il vantaggio con una conclusione dal limite forte di sinistro che finisce alta. Nonostante 7 minuti di extra-time concessi da Matteo Cerqua di Trieste non accade più nulla. Ma niente di niente.

Festeggiano i tifosi gialloverdi, presenti numerosi nel loro settore.

Adesso i tifosi si aspettano novità dalla dirigenza, qualcuno gridava a Bonfatto di dimettersi. Si vedrà, ma senza dubbio non si può pensare di continuare così, a meno che non si voglia ritornare in Eccellenza.

Il tabellino. Akragas – Enna 0-1 (0-0).

Akragas. Dregan; Di Rienzo (55° Centorbi), Rechichi, Da Silva, Di Stefano (64° Sofrà; 73° Galliano); Ferrigno (51° Violante), Palazzolo, Meola; Tuccio, Lo Faso (86° Prestigiacomo), Grillo. All. Bonfatto (Gerlero, Sinatra, Santapaola, Riggio).

Enna. Simeoli; Otero (70° Kalombola), Espasa, Amenta, Batista Sema; Timmoneri (79° Rotella), Moreso, Carbone; Nardella (60° Mbaye), Barile (68° Lusha), Cicirello. All. Pagana (Delizia, Cristiano, Longhi, Guadalupo, Bamba).

Arbitro. Matteo Cerqua di Trieste; coadiuvato da Riccardo Zebini di Rovigo e Antonio Masciello di Ravenna.

Rete. 50° Barile

Ammoniti. Rechichi e Violante (A); Espasa e Carbone (E).

Angoli. 2-3

Recupero tempi. 2′ + 7′