Maurizio Nassi
Maurizio Nassi
Maurizio Nassi

Licata. «In diciotto anni di carriera non mi era mai capitato di non scendere in campo per una gara di campionato. Domenica stavo male e non credevo a quanto stava accadendo. Oggi siamo di nuovo qui e siamo pronti a gettare l’anima per salvare questa squadra».
Maurizio Nassi, capitano del Licata e già leader dei gialloblù parla così pochi minuti prima di scendere in campo per tornare a calcare il green del Dino Liotta.
L’ingresso in campo dei giocatori è stato accolto con un applauso dai circa trenta tifosi che attendevano con ansia di rivedere la squadra in campo. Un applauso liberatorio e carico di speranza per quello che verrà in casa gialloblù.
Prima di scendere in campo la squadra è stata «arringata» da Rosa Damanti, vera e propria reggente in questo momento di «vacatio». In attesa che i nuovi dirigenti mettano nero su bianco e formalizzino il passaggio delle quote è lei ad avere in carico la gestione della prossima gara casalinga contro il Montalto.
«Io sto solo coordinando il lavoro – si schernisce la Damanti – tutti si sono messi a disposizione, dal magazziniere ai tifosi agli addetti allo staff tecnico mi stanno dando una mano e non posso fare altro che ammirare il loro impegno e la loro fedeltà a questi colori».
Domenica si gioca e l’intento di tutti, della Damanti in testa, è di dare serenità alla squadra.
«Ai ragazzi ho chiesto di pensare solo ad allenarsi, di stare tranquilli che presto tutto si risolverà. L’importante in questo momento è che domenica Licata città abbia di nuovo una squadra pronta ad uscire dal tunnel degli spogliatoi e che giochi la sua gara».
Torna a parlare il capitano: «Speravamo in una telefonata dopo domenica – dice – ci eravamo sentiti con i compagni e tutti ci eravamo detti pronti a sacrificarci per questa maglia, chiedevamo e chiediamo la serenità e le condizioni minime per allenarci e giocare, il resto verrà da sé».
Una rappresentanza di tifosi ha parlato con la squadra negli spogliatoi. Tutti sperano che gli ultras della curva tornino a tifare e a fare sentire il proprio calore alla squadra, quello che è mancato in queste settimane: «Nulla contro questa squadra e questo gruppo di giocatori – dichiara Rosario Cosentino, figura storica del tifo organizzato -, non so cosa decideranno i miei colleghi della curva, ma spero che la protesta rientri perché la vecchia dirigenza non c’è più».
Pietro Ruisi ha fatto un appello alla città, l’ennesimo: «Domenica serve l’aiuto di tutti, la città deve stringersi attorno a questo giocattolo proprio in un momento cosi delicato, il nostro vero campionato comincia domenica».
Proprio Ruisi svela un retroscena di ieri: «I giocatori non si vedevano dalla gara interna contro il Ragusa – dice – al loro arrivo allo stadio si sono abbracciati con particolare calore, segno che tutti speravano in questo epilogo e che in queste settimane di difficoltà si è formato un gruppo molto affiatato».
All’allenamento di ieri mancavano solo Viscido e Veronese, il primo trattenuto in sede per motivi familiari, il secondo però, residente a Venezia, non è riuscito ad essere a Licata in tempo per la convocazione di mister Ruisi. (fonte: Giuseppe Patti – LaSicilia)