
Non è bastato al Canicattì il cambio dell’allenatore per tornare alla vittoria. L’undici del presidente Mimmo Avarello, affidato da tre giorni alle cure del tecnico Giovanni Falsone, dopo la sconfitta interna con lo Sciacca, che è costata la panchina ad Alberto Licata, è stato costretto a inchinarsi al Carini. Una sconfitta, però, che sa del clamoroso, poiché Alessandro Avarello e compagni stavano conducendo per 3 a 1. Un vantaggio che sembrava rassicurante per portare a casa i tre punti, ma il Canicattì non aveva fatto i conti con la reazione veemente della formazione palermitana capace di ribaltare il risultato ed aggiudicarsi il match con il punteggio di 4 a 3. Determinate per il sorpasso l’espulsione del laterale Guarnotta, che ha lasciato la squadra di mister Falsone in dieci uomini: «Ritengo che questa sia stata la svolta della partita – dice il neo allenatore -. Un cartellino rosso ingiusto che nel momento topico della partita ci ha privato di un elemento importante. Con un uomo in meno abbiamo per la bussola e alla fine anche la partita». Il Canicattì nel finale è calato notevolmente sul piano del ritmo e della corsa: «Abbiamo faticato – replica Falsone – il deficit con un uomo in meno è stato ancora più accentuato». La formazione canicattinese rimane ferma a 18 punti e si allontana dal vertice della classifica. «E’ cambiato poco rispetto alla settimana scorsa – conclude il trainer canicattinese -. In testa fortunatamente nessuno vola, anche se la Pro Favara continua a dettare legge. Noi, comunque, ci crediamo, anche perché nel ritorno sarà un altro campionato». Il rilancio del Canicattì passa attraverso l’arrivo di alcuni elementi che Falsone ha già individuato per rinforzare l’organico.














