L’Akragas che non ti aspetti ferma la Reggina. Ma è un occasione sprecata perchè si poteva vincere

Un Akragas coriacea, volenterosa, che parte subito forte, con Grillo, Lo Faso ed il rientrante Tuccio in grande spolvero mettono in seria crisi la forte Reggina che solo per la buona sorte non capitola. Basti pensare che i biancazzurri confezionano ben 7 tiri in porta nei primi 14° minuti, con Palazzolo ad esempio che al 14° incredibilmente non segna nonostante a due metri dalla linea di porta con il portiere reggino in tuffo sulla sua destra non la colpisce abbastanza forte da piegare il guantone a Lazar che fa un figurone sfoderando la parata dell’anno al cospetto di un pubblico, quello dell’Esseneto che torna a lustrarsi gli occhi per la prova di grande forza dei padroni di casa.

Ma purtroppo, questa squadra che più volte ha espresso un gran gioco, non va in rete, non conclude, non realizza, e molto spesso finisce le proprie gare a mani vuote, non portando a casa punti. Un vero peccato se pensiamo che abbiamo annotato sul nostro taccuino ben 12 tiri in porta. Un dato di grande importanza se si considera il blasone degli avversari odierni.

Così come con la capolista Scafatese l’Akragas gioca un gran primo tempo. E di primi tempi di grande calcio, per fortuna ne abbiamo visto tanti, ma se non segni e soprattutto se nelle seconde frazioni di gioco ti spegni, tiri i remi in barca, lasci il campo agli avversari e magari subisci anche qualche gol, e chiaro che nessuno si ricorderà mai della bella prestazione dei primi tempi, perchè invece tutti, a cominciare dai tifosi frustrati del gigante, verrà in mente soltanto quell’ultimo posto in classifica a cui ormai si stanno abituando.

Ed ecco dunque che allo stadio non viene più il pubblico delle grandi occasione, ecco che gli ultras entrano a partita in corso e non innalzano neanche un coro in segno di protesta ed ecco soprattutto che ogni occasione diventa invitante per criticare ogni errore di ogni singolo calciatori, quello perchè è il figlio del dirigente, quello perchè è il nipote del direttore, quello perchè è raccomandato da Tizio, quello da Caio, quello gioca male perchè non ha ricevuto la stipendio e chi più ne ha più ne metta e se non vinci non puoi neanche tanto metterti a ribattere le presunte illazioni perchè rischi di essere etichettato anche tu per ruffiano della società.

Questo è il clima che tiene banco nelle ultime settimane nell’Agrigento del calcio.

Ma andiamo alla gara di oggi, che come dicevamo in premessa si articolerà sulla straordinaria prestazione dell’Akragas che nel primo tempo avrà la superiorità in ogni porzione del campo, nelle prime e nelle seconde palle, vincendo le sfide a centrocampo con il giovane Ferrigno, alla prima da titolare che con grande personalità riesce ad imporsi in mezzo a colossi come Barillà e Salandria, giusto per citarne due a caso.

Palazzolo e Meola compiono grandi recuperi e spesso riavviano un’azione da difensiva ad offensiva. Al 2° è subito Akragas, con Tuccio che colpisce la traversa su preciso assist di Lo Faso. Qualche secondo dopo è Grillo che va al tiro a giro che finisce alto. Al 7° Grillo impegna severamente Lazar che non trattiene, interviene Lo Faso da due passi ma colpisce l’esterno della rete dando l’illusione del gol. In campo c’è solo una squadra. Al 9° ancora Lo Faso fa gridare al gol con un gran tiro al volo respinto dal portiere, sulla ribattuta si avventa Palazzolo anch’esso murato dalla muraglia amaranto. Reggina in affanno ed Akragas che a questo punto meriterebbe il vantaggio. Al 12° ancora padroni di casa pericolosi con Rechichi che però svirgola il pallone dopo un’azione tambureggiante dalla sinistra ad opera di Meola che lo cerca con un cross rasoterra. Al 14° l’azione più pericolosa del match, con Palazzolo che si divora la più limpida occasione per portarsi in rete, ma Lazar con la mano di richiamo riesce a respingere.

Partita molto elettrizzante e ricca di buone opportunità anche per gli ospiti che vanno alla prima conclusione solamente al 24° con Ragusa che costringe Dregan ad una buona parata in angolo. Successivamente il portiere agrigentino si supererà al 27° sul preciso colpo di testa di Adejo sugli sviluppi di un angolo che l’estremo difensore biancazzurro con un gran colpo di reni spedisce in angolo. Al 45° chiude Meola con un tiro rasoterra che Lazar para facile in tuffo.

Nella ripresa, come dicevamo, l’Akragas abbassa ritmo e baricentro e la Reggina che comunque la vuole vincere mette in campo Curiale, Dell’Oglio e Provazza, giusto per mettere le cose in chiaro, e inizia a macinare il proprio gioco. Al 47° Barranco e troppo avanti rispetto al cross di Ragusa. Al 49° Lo Faso fa una delle cose più belle della gara, prende palla sull’out di destra, va verso l’area avversaria, si accentra e lascia partire un sinistro destinato sotto l’incrocio dei pali, che incredibilmente Lazar da gran campione respinge in angolo. Azione da applausi. Al 70° viene trattenuto in area agrigentina, per il direttore di gara non ci sono gli estremi per il penalty. All’84° inizia la sfida Girasole – Dregan. Il difensore centrale si sostituirà nel forcing finale ai colleghi attaccanti imponendo la propria presenza in area di rigore agrigentina, con gran tiro al volo che Dregan da par suo para salvando letteralmente il risultato. All’86° con una spettacolare sforbiciata respinta con i  pugni. Sulla successiva conclusione, sempre al volo, sono più lesti Meola e Palazzolo appostati sulla linea di porta che riescono a respingere il pallone destinata sicuramente ad oltrepassare la linea di porta. All’87° l’unico momento brutto di una gara bellissima in campo e sugli spalti. L’Akragas parte in contropiede con Tuccio ma appena superato il centrocampo viene invitato con ampi gesti da Dell’Oglio e mettere palla fuori per un amaranto rimasto a terra dopo un contrasto. Con grande fair play, l’agrigentino deposita palla fuori e con grande stupore generale, gli ospiti vedendo il proprio compagno alzatosi riprendono il gioco non restituendo palla agli avversari come di consuetudine avviene in queste occasioni.

Dopo 6 minuti di recupero l sig. Dario Acquafredda di Molfetta sancisce le fine delle ostilità tra due squadre che hanno avuto l’occasione per vincere il match. L’Akragas non concludendo nei primi 14 minuti due o tre azioni tra i 7 tiri in posta. La Reggina nella ripresa non riuscendo a sfruttare il solito e determinante calo dei biancazzurri.

AKRAGAS (4-3-3): Dregan; Di Rienzo (71° Iddi), Da Silva, De Marino, Rechichi; Palazzolo, Ferrigno (77° Sinatra), Meola; Tuccio, Lo Faso (74° Violante), Grillo. All. Bonfatto (Gerlero, Sofra, Galliano, Santapaola, Riggio, Prestigiacomo).

REGGINA (4-3-3): Lazar; Bonacchi, Girasole, Adejo, Cham; Forciniti, Salandria (65° Dall’Oglio), Barillà (79° Urso); Renelus (65° Provazza), Barranco (65° Curiale), Ragusa. All. Pergolizzi (Martinez, Porcino, Ba, Ndoye, Perri).

Arbitro. Dario Acquafredda di Molfetta; Lorenzo Riganò di Chiari e Giovanni Ruocco di Brescia.

Ammoniti. 28° Cham (R); 54° Di Rienzo (A); 75° Tuccio (A); 83° Meola (A); 92° Dall’Oglio (A).

Angoli. 2-5

Tiri in porta. 12-6 per l’Akragas.

Tempi di recupero. 2 + 4