Akragas. Tra tantissimi dubbi ed incertezze il Gigante sprofonda verso il baratro. Tifosi inferociti.
Sin dal primo istante, sin dal primo giorno, dai primi allenamenti, dalle prime partitelle, s’è detto che la rosa di quest’anno è certamente superiore rispetto a quella dello scorso anno ed il primo chi vi scrive ha menzionato alcuni giocatori attribuendo loro doti e qualità tali da meritare categorie superiori e probabilmente così è.
Però alla qualità menzionata non corrispondono i risultati poichè quando sono trascorse, non 1, ma ben 9 giornate, i biancazzurri allenati da Lillo Bonfatto hanno racimolato appena 5 punti frutto di 1 vittoria, peraltro giunta nella brevissima parentesi Rigoli, 2 pareggi e 6 sconfitte, posizionandosi di fatto all’ultimo posto in graduatoria.
La società a dire il vero aveva provato a dare una scossa dopo la sconfitta inopinabile di Favara, riportando ad Agrigento quel Pino Rigoli mai dimenticato dalla piazza ma non c’è stato modo di dare continuità alla vittoria contro la Sancataldese perchè a differenza di quanto sostenuto in sala stampa dal tecnico, pare che i calciatori non lo seguissero abbastanza.
Ovviamente che non lo seguissero non lo diciamo noi, ma lo ha detto direttamente il patron Deni all’indomani delle dimissioni dell’amato tecnico messinese. In quella conferenza stampa, infatti, Deni tenne a sottolineare che le dimissioni di Rigoli nascevano dall’aver appreso nel corso della riunione tecnica post Nuova Igea Virtus del martedì, in un confronto con i giocatori, che parte di loro non gradivano le scelte tecniche ed il modulo di gioco perchè a loro dire, toglieva spazio a qualcuno di essi non facendoli esprimere al meglio, considerato anche che la maggior parte sono giovani in rampa di lancio verso una luminosa carriera.
Lo stesso patron, in conferenza stampa, confermava, infatti che erano giunte lamentele dalla maggior parte dei giocatori i quali manifestavano: “avendo noi costruito una squadra sostanzialmente offensiva si trovavano a fare un lavoro molto difensivo, per cui questo penalizzava le peculiarità di alcuni giocatori, i quali, essendo ancora giovani aspirano ad una carriera migliore e mal si conciliavano con il modulo adottato dall’allenatore. Noi abbiamo cercato di fare da pacieri in questa situazione, abbiamo organizzato una riunione per chiarire queste cose. I giocatori nella quasi totale interezza hanno manifestato al mister questo malumore ed il mister ha ritenuto di doversi dimettere.”
E fin qui, i fatti inconfutabili raccontati in conferenza stampa dal proprietario Giuseppe Deni e confermati dal presidente Callari, il quale confermava che la società. “subiva passivamente l’eventuale decisione del confronto tra lo staff tecnico ed i giocatori, alcuni dei quali non avevano gradito i ruoli a loro attribuiti dall’allenatore, nell’incontro perso a Barcellona contro la Nuova Igea Virtus. Noi come società non abbiamo interpretato nessun ruolo. Dopo che si sono confrontati, dopo che alcuni calciatori avevano detto che non si trovavano in quel ruolo, andando a danneggiare la loro carriera, ancora tutti giovani, è uscito fuori l’allenatore dallo spogliatoio dicendo che non avendo la fiducia ed il consenso dei giocatori, per il bene dell’Akragas, ha deciso di fare un passo indietro.”
Intanto, rimane che l’unica vittoria dell’Akragas, ad oggi è arrivata proprio in quei pochi giorni in cui Pino Rigoli si è seduto sulla panchina del Gigante, a dimostrazione del fatto che il tecnico ha badato alla sostanza, alla vittoria, alla conquista dei punti, rimandando a tempi migliori per il bel gioco e l’estetica.
Anche perchè diciamolo pure francamente, quella tanto decantata qualità finora a cosa ha portato. Le ultime trasferta, quelle di Sant’Agata ed Acireale hanno fatto fare il fegato amaro a tutta la tifoseria, perchè l’Akragas non ha carattere, non ha mordente, non è mai incisiva ed al massimo gioca per un tempo, salvo poi soccombere nel peggiore dei modi sotto i colpi anche poco brillanti di avversari diciamolo pure, scarsi.
Simone Lo Faso, cito lui perchè ha una classe cristallina, mai visto un giocatore della sua qualità in maglia Akragas, è uno straordinario campione, ma ahimè, è solo un lontano ricordo rispetto a quello ammirato in precampionato. Ed è chiaro che dall’uomo faro di questa squadra ci si aspettava di più. Anche perchè la squadra è stata costruita attorno a lui, e spento lui, si spegne il resto.
Se a questo aggiungiamo che Bonfatto ha volutamente rinunciato agli ultimi due agrigentini rimasti rosa, peraltro i più esperti, Michele Fragapane, che nella sua unica apparizione con Rigoli, nel match vinto contro la Sancataldese risultò tra i migliori in campo, ed il capitano Desiderio Garufo, già in panchina con la capolista Scafatese, con quest’ultimo per questioni personali è chiaro che la situazione si fa ancora più seria.
Sia chiaro, non vogliamo entrare nel merito della diatriba. A noi non interessa chi ha torto e chi ha ragione. A noi, alla tifoseria interessa soltanto il bene dell’Akragas e se a Bonfatto non va giù Garufo, poco male. Il capitano ha dimostrato attaccamento alla maglia, ha dimostrato carattere, quel carattere che finora alla squadra, senza di lui, non si è visto, per cui, per il bene dell’Akragas deve tornare al suo posto. E qui la società non può comportarsi, come Ponzio Pilato, facendo finta di niente: “Che se la sbrigassero tra loro”, le parole del patron, perchè se la barca affonda, affondano in primis chi mette i soldi, ovvero loro stessi, la proprietà.
Stesso discorso per Fragapane additato come uno scorretto perchè ha presentato certificato medico prima della gara con il Ragusa. Ma voglio ricordare che proprio Michele Fragapane è stato silenziosamente messo in panchina in ogni gara, tranne come dicevamo quando c’è stato Rigoli. In quell’occasione, con la Sancataldese, è stato titolare ed ha giocato una gran partita.
Ed è meglio non sottolineare dell’allontanamento estivo dell’ex capitano Alfonso Cipolla, vero simbolo dell’Akragas, un agrigentino puro sangue che ha dato tutto per il gigante, anche lui “premiato” con un laconico comunicato che più o meno diceva che da quest’anno la società si sarebbe servita solamente di atleti che non fossero impegnati in altre occupazioni. Ebbene, ricordo solo per onor di cronaca che i professionisti sono ultimi in classifica mentre Cipolla sta facendo come suo solito un superbo campionato a Sciacca.
E questi sono i fatti. Il resto sono solo chiacchiere.
Le ruggine e quindi il successivo provvedimento di allontanamento, nei confronti di Garufo e Fragapane, probabilmente, potrebbe anche avere a che fare con la difesa dei due, tra i pochi a manifestare ala società di non far dimettere Rigoli. Se questo fosse vero, questo potrebbe aver cambiato gli equilibri dentro lo spogliatoio agrigentino e messo in cattiva luce i due agli occhi del rientrante tecnico Bonfatto.
Fatto sta, che il tecnico, nel post Akragas – Ragusa, in conferenza stampa, entra a gamba tesa nei confronti proprio dell’ormai ex capitano, dichiarando di averlo messo fuori rosa poichè l’uomo Garufo lo ha offeso comportandosi male con lui.
Di contro, il centrocampista biancazzurro affidava ai social la sua replica, sostenendo il contrario, ovvero, che la persona offesa è lui.
Uno scontro di cui, in questo momento assai delicato della pessima stagione akragantina, si sarebbe dovuto fare a meno. Una inutile discussione che nuoce solamente all’Akragas ed il fatto che questa squadra non riesca a portare al 96° un risultato che soprattutto nel primo tempo riesce egregiamente a conquistare, la dice lunga sulle difficoltà che il tecnico Bonfatto deve fronteggiare.
Ma c’è anche da dire che sul tecnico la tifoseria è compatta. Nessuno lo ha mai ritenuto responsabile dei risultati negativi ed anzi lo hanno sempre sostenuto e difeso.
Ma torniamo alla famosa conferenza stampa post dimissioni di Rigoli, perchè se da un lato le suddette illazioni possono sembrare esagerate dall’altro le parole di Deni contro alcuni giocatori, pesano come un macigno quando dice: “Giocatori e dirigenti sono venuti in Akragas solo ed esclusivamente per il vil denaro, anche quelli di Agrigento, nessuno si è battuto il petto e ha detto io amo l’Akragas, venendo da me a chiedermi, Presidente cosa mi dà? Immeritatamente, senza guadagnarsi quello che chiedevano, ed io sono stato in silenzio. Non ho parlato, però ha mantenuto alta la dignità della società non ho mai accettato i ricatti. Per cui nessuno di loro ha a cuore l’Akragas, ma hanno a cuore solo i portafoglio”.
A farne le spese come sempre la tifoseria, la gente che vive di passione, di amore per i propri colori, quei colori che troppo spesso in questa stagione sono stati mortificati da una serie di risultati negativi a cui nessuno dal tecnico alla proprietà sa dare una giustificazione.
Anche quei tifosissimi che si erano avvicinati alla dirigenza per offrire gratuitamente il loro supporto e la loro vicinanza hanno preso le distanze da società e squadra ed hanno pubblicamente comunicato le dimissioni dai rispettivi incarichi. Come dargli torto.
Volendo concludere questo triste resoconto, e non volendo elargire consigli a nessuno, poichè non è mio compito, non sono mai stato nè un tecnico, nè un dirigente, mi limiterò ad essere generico e dico che bisognerebbe gestire questa situazione come farebbe il buon padre di famiglia. Da buon padre, riporterei tutti all’ordine ripristinando i ruoli, invitando chi non crede in questa maglia a fare i bagagli ed andare a fare le fortune di altre piazze. Tecnici e dirigenti compresi.
Qui o si capisce che bisogna essere tutti uniti remando nella stessa direzione mettendo da parte disguidi e rancori o sarà finità. E per finita non s’intende solamente retrocessione, ma si rischia l’ennesimo fallimento, del resto dai calcoli fatti da un amico-tifoso pare che ogni 7-8 anni ad Agrigento si concluda il ciclo calcistico e puntualmente la società di turno fallisce. Evitiamo che si ripeti questa triste ricorrenza.
Intanto attendiamo i provvedimenti, attesi nella giornata odierna, da parte della società agrigentina. Almeno così era stato comunicato. Serve coraggio e determinazione, ma soprattutto serve fare il bene dell’Akragas.














