Doveva essere la partita dell’anno, quella in cui ci si sarebbe giocati un’intera stagione e, invece, così non è stato. Non perché Galizia era infortunato o perché Meloni ha sbagliato un gol clamoroso, ma semplicemente perché il big-match del campionato tra Akragas e Torrecuso, che doveva disputarsi questo pomeriggio alle 15 all’ “Esseneto” di Agrigento, non è andato in scena per la mancata presenza in campo della compagine sannita.
Una decisione che pareva essere nell’aria da qualche giorno, cioè da quando la società del Torrecuso, con un comunicato shock, aveva annunciato la propria volontà di scendere in campo fino alla fine del campionato con la formazione Juniores in seguito ai continui torti subiti dalla classe arbitrale su pressioni esterne (?). La decisione avrà certamente ripercussioni importanti sia sul campionato in corso che sulla società rossoblù del patron Rillo. Sul campionato, perché certamente decisioni del genere, quella odierna e quella di giocare con la Juniores, falseranno, come già detto da più parti, il rush finale del torneo. Sulla società perché la Federazione non se ne starà certamente con le mani in mano.
“Donne sull’orlo di una crisi di nervi” recitava il titolo di un vecchio film, che ci sembra molto azzeccato per la situazione in oggetto. Una situazione che ha portato il Torrecuso a dilapidare un vantaggio che aveva toccato il +6 sull’Akragas alla 12a giornata per essere annullato alla 15a e poi addirittura ribaltato alla 25a. Forse l’eccessiva tensione nervosa dovuta alla continua tensione a cui sono stati sottoposti i calciatori durante il campionato, unita a marchiani errori nella campagna acquisti di dicembre hanno portato la squadra al collasso e alla caduta in classifica.
Qualcuno potrebbe dire, a difesa, che a dicembre sono arrivati Iadaresta e Astarita; ma chi capisce davvero di calcio risponderebbe che il primo, fortissimo e cannoniere implacabile, ha fatto si molto bene fino ad ora ma non era il calciatore che serviva in quel momento; il secondo non si è rivelato essere il forte difensore che tutti si aspettavano. Al Torrecuso sarebbero serviti un esterno di sinistra e un centrale di centrocampo che, invece, non sono arrivati e la squadra ne ha pagato le conseguenze dal punto di vista del gioco. In difesa serviva un centrale veloce e tecnico da affiancare al più “legnoso” e lento Monti e non è arrivato.
Per quanto riguarda la situazione legata alle condotte arbitrali sono i numeri a parlare. Al Torrecuso, ad oggi, sono stati assegnati 12 rigori a favore e soli 5 contro. Di questi 12 a favore la metà è stata decisiva ai fini del risultato mentre dei 5 contro solo quello assegnato alla Neapolis, nel girone di andata, ha fatto pendere il risultato a sfavore della compagine sannita.
Evidentemente i motivi dei fatti accaduti in questi giorni, a prescindere da quanto detto e scritto, sono altri e vanno ricercati all’interno della società e della proprietà e non solo in fattori esterni perché questi ultimi, potranno indubbiamente aver contribuito al calo del Torrecuso, ma non in maniera così determinante come si vuol far credere. Così come opinabile è la scelta di mandare tutti i calciatori a casa, compreso mister Dellisanti. “Accetto la decisione della società in quanto dipendente. Dispiace solo che venga vanificato il lavoro fatto da luglio fino ad oggi”. Questo il laconico commento del mister dei rossublù al quale va dato il merito di aver condotto i suoi a disputare un campionato al di sopra di qualsiasi aspettativa e previsione. Peccato per l’indegna conclusione.
A prescindere dalle eventuali conseguenze, la speranza è che la favola del Torrecuso non termini in questo modo e soprattutto non termini affatto. Il Sannio ha bisogno di una espressione calcistica in un campionato come la serie D e se ad esserlo è la squadra di un paesino di soli 3500 abitanti, una sorta di Davide contro Golia, la soddisfazione è ancora maggiore. Il tempo ci dirà chi avrà avuto ragione: di sicuro a perdere, nella giornata del Fair Play, è stato il calcio.














