Il presidente dell’Istat Maurizio Franzini, intervenendo in questi gioni al festival della cultura paralimpica ha dichiarato che svolgere attività sportive e attività sociali migliora di molto la qualità della vita percepita dai disabili. Il 75 per cento dei disabili praticano sport dicono di essere soddisfatti della loro vita. Soltanto il 2 per cento di quelli che non praticano sport sono soddisfatti”.

“Lo sport è un fattore che migliora di molto la percezione della qualità della vita”, ha aggiunto Franzini, ma i dati sui disabili che praticano attività sportive sono ancora la minoranza.

Numeri bassi quando si parla di sport e attività fisiche. “Tra coloro che dicono di avere limitazioni gravi, quindi sugli oltre 3 milioni, soltanto 269 mila dichiarano di svolgere un’attività sportiva. Si tratta dell’8,5 per cento dei disabili”, ha spiegato il presidente dell’Istat. Gli uomini praticano sport più delle donne, ma il dato che più preoccupa è quello che riguarda i 2 milioni 416 mila disabili gravi che non praticano attività sportiva. “Siamo di fronte ad un serbatoio potenziale molto ampio – ha spiegato Franzini -. Tra i 3 e 14 anni fa sport il 45,6 per cento, mentre nella popolazione sono il 60 per cento”.

In questo contesto l’altra faccia della medaglia è sapere che chi pratica lo sport tra i disabili ha una migliore percezione della qualità della vita, in questo contesto il Comitato Italiano Paralimpico sta mettendo in campo tutte le proprie forze a partire della convenzione stipulata in questi mesi con l’Inal che ha come obiettivo di far praticare a più disabili possibili le attività sportive