“Appuntamento per sapere la verità sull’impianto d’illuminazione, ed il prossimo futuro dell’Akragas”.
Sono stati questi gli argomenti affrontati dai tifosi biancazzurri, in occasione di un preventivato sit-in che si è tenuto nei pressi dello stadio Esseneto. Quasi una cinquantina  tutti a chiedere lumi sul perché persiste il ritardo per l’avvio dei lavori dell’impianto illuminazione, necessario per garantire la partecipazione ai futuri campionati professionistici.

Filippo Marcantonio
Filippo Marcantonio

“Non scherziamo con le cose serie – ha sottolineato Filippo Marcantonio ideatore del gruppo facebook de ‘La Vera Akragas’ -. Spesse volte parlo con i presidenti ed anche con il sindaco Firetto, e non mi sembra che ci sia la volontà di buttare tutto alle ortiche. Secondo me manca la parte finale dell’operazione, che può essere affrontata e superata, solo ed esclusivamente, se le parti in causa si metteranno attorno ad un tavolo e ‘limeranno’ le cose da mettere a posto. L’Akragas non si tocca, è proprietà della città e degli agrigentini, e non sarà volontà di nessuno portarlo in altre parti. Su questo ci metto la firma, perché conosco i diretti interessati che sono persone per bene, e vogliono bene ai colori biancazzurri”.

Lillo Ministeri
Lillo Ministeri

“Se sarà necessario una mediazione tra le parti – interviene Lillo Ministeri -, sono pronto a portare a pranzo le parti interessante: offro io. Scherzi a parte, ho capito che questi momenti possono essere superati, se si affrontano parlandone senza troppi peli sulla lingua. L’Akragas è un bene comune, che interessa l’immagine della città che vene veicolata a livello nazionale, ed un prodotto che fatto funzionare bene può diventare un punto d’incontro geografico della nostra provincia dal punto di vista calcistico. Mollare, quando si è riusciti a raggiungere a Lega Pro, non conviene a nessuno: né alla società, né all’Amministrazione, ed in particolar modo ai noi tifosi che abbiamo sofferto anni di oscurantismo sportivo. ‘Cosa faremo da grandi’ non lo so, ed il mio appello è rivolto alle persone che vogliono bene al nostro blasone: mettete da parte l’orgoglio, c’è da salvare un giocattolo che tutti ci invidiano, incontratevi e chiarite ogni cosa”.

Tratto dal Quotidiano La Sicilia