Se ci si intestardisce a lasciare lo “status quo” appare ovvio che i campionati dilettantistici regionali siano destinati a naufragare nel nulla.
Non ci piace apparire come l’uccello del malaugurio ma, se si continua a perseverare sul fatto che la Sicilia debba essere superiore ad altre regioni per partito preso, il nostro calcio è destinato a sparire.
Dopo gli undici assurdi ripescaggi in Eccellenza era scontato che venissero ripescate in Promozione tante altre società che coprissero i “buchi”.
Ritengo sia scontato che saranno poche le società in grado di affrontare i costi del massimo campionato (campi, trasferte, impegni vari, contratti agli allenatori e quei benedetti rimborsi spese ai calciatori).
Tranne, poi, smobilitare a dicembre e chi s’è visto s’è visto. Il discorso non cambia di una virgola per quel che concerne il campionato di Promozione. Stessi problemi, stessi impegni e stesse situazioni.
Detto tutto questo, un quesito sorge spontaneo: ma perché non ridurre quanto meno a due o al massimo a tre i gironi di Promozione in attesa di varare una riforma degli stessi campionati e una loro radicale riduzione? Sottolineato il mio pensiero, che sembra in gran parte condiviso dagli addetti ai lavori, auguro un buon campionato a tutti e spero di….. sbagliarmi….














