E’ un ProFavara ritoccato al meglio per affrontare la prossima difficile stagione di Eccellenza. Molte le squadre avversarie che si sono attrezzate a dovere per disputare un torneo da protagonisti.
– Mister Longo, quest’anno ci sarà da soffrire, anche perché ci stanno molte pretendenti per il salto di categoria. Ed il ProFavara ?
“Chiaramente, il nostro obbiettivo rimane una salvezza tranquilla senza troppi grilli per la testa. Ci stanno troppe squadre costruite per fare bene e raggiungere l’obbiettivo della D. Vedo molto bene: Mazara, Alcamo, Parmoval, Paceco e il Mussomeli”.
– Una volta conquistata, anticipatamente, la salvezza, l’obbiettivo potrebbe cambiare….
“Con la società abbiamo tracciato una strada che ha come obbiettivo di rilanciare il nostro settore giovanile, che prevede la valorizzazione dei nostri ragazzi”.
-Alla luce dei nuovi arrivi, cosa occorre al Pro Favara per ottenere una salvezza tranquilla?
“Siamo alla ricerca di un difensore centrale e un centrocampista”.
-Le amichevoli sono servite per fare il punto della situazione.
“Serve tutto, anche le amichevoli, perché ci permettono di valutare bene, la condizione fisica, il livello tattico raggiunto, ed il nostro modulo 4-3-3, che potrà variare secondo l’impiego dei giovani”.
-Il derby di esordio in Coppa Italia con la Libertas Racalmuto, è andato bene, ora vi attende la gara di ritorno. Come giudica questa Libertas?
“È un ottima squadra guidata da un allenatore di esperienza. Siamo consapevoli che la gara di ritorno sarà ugualmente combattuta ed aperta a qualsiasi pronostico finale”
-Mister la ringrazio per l’intervista. L’ultima volta risale nel lontano 2001, quando a scendere in campo furono Akragas-ProFavara 2 a 2 finale. Quell’anno fu promozione in D, ed in quell’occasione le ho fatte le mie congratulazioni. Spero che anche questa possa essere di buon auspicio per il futuro. Un appello ai tifosi favaresi? “Intanto, ringrazio te per i complimenti e le belle parole, ed Agrigentosport,com per lo spazio concessomi. L’appello che faccio alla nostra tifoseria è di starci sempre vicino, e di comportarsi sempre da dodicesimo giocatore in campo”.
Giovanni Di Caro














