E’ proprio un ritorno a casa quello che rappresenta la chiamata di Pino Rigoli alla guida tecnica dell’Akragas. Osannato da tutto il popolo biancazzurro, senza esclusioni. Quelle lacrime che i tifosi versarono alla fine della stagione 2013-14, al rientro dall’amara trasferta di Fondi, che sancirono la fine del rapporto di lavoro tra il Gigante ed il tecnico originario di Raccuja, oggi per molti di loro sono state lacrime di gioia per un sogno realizzato, per una speranza che si è concretizzata, perchè ormai dopo tutti gli errori estivi, la preoccupazione della gente era che questa dirigenza perseverasse in scelte poco opportune. Invece, stavolta, i presidenti Alessi e Giavarini, così come il direttore Tirri, hanno dimostrato grande senso di responsabilità nei confronti della città che aveva manifestato in tutte le salse la sua preferenza. Siamo certi che la scelta tecnica è stata ponderata e forse non è stata fatta solo per accontentare i tifosi ma anche e sopratutto perchè anche loro credono che serviva un personaggio forte, carismatico, che risvegliasse quell’entusiasmo ormai sopito del popolo biancazzurro.
Pino Rigoli grande condottiero di un Akragas che dopo aver vinto a suon di record il campionato di Eccellenza al suo primo anno ad Agrigento, nella stagione 2012-13, si ripeteva nella stagione successiva nel torneo di serie D, dove però non riusci a centrare la vittoria finale solo per la presenza nello stesso girone della corazzata Savoia. Pino Rigoli, il tecnico che è stato capace di riportare il grande pubblico allo stadio Esseneto. Memorabile i quasi 7.000 in occasione di Akragas- Savoia. L’entusiasmo era alle stelle, molto più di oggi. Ed è per questo che la società ha puntato su di lui, per riportare l’entusiasmo, perchè si sa con l’entusiasmo prima o poi arrivano anche i risultati.
Nel suo curriculum non solo Akragas. E’ un tecnico vincente e per lui parlano i campionati vinti alla guida di realtà come Belpasso, agli esordi della sua carriera, Modica, conquistando una doppia promozione (serie D e C2) nel giro di tre anni, Ragusa dall’Eccellenza alla D, ma anche esperienze in piazze importanti come Cosenza, Juve Stabia, Vigor Lamezia ed Agropoli nella passata stagione.
Il suo credo calcistico è il 4-3-3, un modulo che ha fatto la sua fortuna ma anche quella dei calciatori che lo hanno avuto come maestro di lavoro e di vita. Ecco perchè non c’è da stupirsi se nelle varie piazze dove ha lavorato alcuni dei suoi calciatori hanno seguito le sue orme, ed è accaduto anche qui nella sua prima esperienza agrigentina, basti ricordare i vari Vindigni, Arena, Bonaffini, Aprile, Assenzio. Non è escluso, quindi, che anche in questa occasione il tecnico messinese non richiami qualche suo ex allievo, come ad esempio Gabriele Aprile, che qui conquistò la Nazionale di serie D, piuttosto che Roberto Assenzio o Nicola Arena, molto legati a lui.
Domani la conferenza stampa di presentazione alle ore 12 allo stadio Esseneto. C’è da scommettere che già da domani l’Esseneto ritorni ad essere meta di “pellegrinaggio” per il popolo biancazzurro.
A Pino Rigoli un grosso in bocca al lupo e buon lavoro dalla redazione di AgrigentoSport.com














