Partita del CUORE BIANCAZZURRO. Appello ai tifosi: “Tutti insieme, per questa festa dell’appartenenza ai colori biancazzurri.”

Come giustamente ha detto l’avvocato Enzo Caponnetto, questa partita del CUORE BIANCAZZURRO, è la festa dell’appartenenza ai colori biancazzurri – racconta Gerlando D’Aleo, promotore ed organizzatore della manifestazione – non a caso per la locandina ho scelto una foto emblematica, sotto il cuore biancazzurro, la maglia con il numero 12, che in gergo calcistico rappresenta il dodicesimo uomo in campo, i tifosi, il popolo biancazzurro, la Curva Sud dello Stadio Esseneto.

Ed è a loro che mi rivolgo, a loro che hanno sempre sostenuto il gigante, in casa e fuori casa, quando vinceva e sopratutto nei momenti di difficoltà, con il sole e sotto la pioggia, facendo non pochi sacrifici, anche economici, per non mancare mai all’appuntamento domenicale, ad incitare con i loro incessanti cori i ragazzi che a turno nel corso degli ultimi 60 anni e passa di storia hanno indossato la casacca bianco e azzurra.

Il loro canto: “che bello è quando esco di casa per andare allo stadio a tifare il gigante”, è diventato il canto di tutti noi tifosi dell’Akragas, lo canto io, lo cantano i miei figli, lo cantiamo tutti, è il canto di chi ama questi colori.

Sono tantissimi gli ex giocatori, ex allenatori, ex direttori, ex dirigenti, che hanno aderito con grandissimo entusiasmo a questo momento in cui certamente non potete mancare voi, gli assoluti protagonisti delle partite dell’Akragas, i tifosi della Curva Sud. A voi chiedo di regalarci una dalle tante coreografie di cui solo voi siete capaci.

Oggi, ognuno di noi sta facendo qualcosa per tenere in vita la nostra passione.

Io, nel mio piccolo, mi sono preso di coraggio per mettere in pratica qualcosa che mai pensavo sarei stato capace di fare. In tanti hanno compreso lo spirito e le motivazioni che mi hanno mosso e poco a poco si sono avvicinati per chiedermi se avessi avuto bisogno di aiuto, ed è così che tassello dopo tassello, con l’aiuto di tutti, stiamo mettendo sù la nostra festa, una festa che ci meritiamo dopo le tante, troppe amarezze, che invece, quelle si, nessuno di noi merita.

Per cui ragazzi, ancora una volta, vi chiedo di alimentare la nostra passione, con quello che sapete fare meglio. Fateci cantare tutti, per sostenere il gigante, nel giorno della festa.