E tra i tanti inibiti dalla Procura Federale, spicca il nome di un agente di calciatori, che il popolo agrigentino ricorderà sicuramente per i trascorsi in maglia biancazzurra negli anni novanta. Stiamo parlando di Giuseppe Sampino, che ha ricevuto una proposta di inibizione di quattro anni e sei mesi, oltre 70 mila euro di ammenda. Ex direttore sportivo della Maceratese (nel 2010), è tra le 76 persone coinvolte nella maxi inchiesta sul calcioscommesse coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e condotta dagli uomini del servizio centrale operativo e della squadra mobile di Catanzaro. Sampino, oggi quarantasettenne, ha indossato la maglia biancazzurra per alcuni anni, partendo dall’allora Agrigento-Favara (titolo che venne trasferito dalla vicina Favara dopo il fallimento del club avvenuto nel 1989) ed allenato dal tecnico Agostino Alzani, e poi successivamente, cambiato denominazione in Agrigento Hinterland. E’ stata la stagione in cui, arrivò in blocco, all’Esseneto, l’intero gruppo formato dai vari La Malfa, Pizzimenti, La Morella, Morello. Sampino giocava da esterno, e non disdegnava di proiettarsi in avanti. Ragazzo serio ed attaccato ai colori sociali, a lui è legato il primo gol in assoluto di testa segnato in un Esseneto ristrutturato ed in erba naturale, contro la Nuova Igea. Adesso si accinge a giocare, probabilmente, la partita più importante della sua carriera calcistica, ma siamo convinti che saprà dimostrare le sue ragioni.














