Maurizio Nassi
Maurizio Nassi
Maurizio Nassi

Tra i tanti ex che potrebbero indossare la maglia biancazzurra contro il Licata, spicca il nome di Maurizio Nassi, capitano gialloblù, nella prima parte della stagione. Il suo divorzio è stato sofferto e dettato da esigenze, prettamente, esistenziali, come lui stesso, tiene a chiarire.
“Sono andato via a malincuore da Licata,  – esordisce l’attaccante  di origine taorminese– , e  se ci fossero state le giuste condizioni, sarei anche rimasto ben volentieri. Tra l’altro,  avevo instaurato un forte feeling con i tifosi gialloblù, e quando mi  prospettarono di vestire questa maglia, ho accettato di buon grado, conoscendo il glorioso passato del club, e dell’affetto che poteva dare una piazza abituata a ben altri palcoscenici.
Il mio rapporto, – prosegue Nassi – sin quando sono rimasto in riva al Salso, è stato sempre ottimo, specie con la locale tifoseria, un po’ meno con la società, colpevole di non avere fatto nulla per metterci nelle condizioni di potere soggiornare in maniera dignitosa. Non posso dimenticare le parole di incoraggiamento da parte di comuni sportivi, e credetemi, la mia scelta è stata dolorosa.
Un altro concetto importante che voglio chiarire riguarda il mio divorzio, – afferma ancora Nassi con forza –  e l’arrivo ad Agrigento in biancazzurro. Sin quando sono stato alle dipendenze della società, anche se alla fine non ho percepito un solo centesimo, non avevo mai pensato di andare via, speranzoso che le cose si potessero aggiustare, poi è arrivato il disimpegno totale della società, che mi esortò ad interrompere il rapporto.  E solo in quel momento, libero da ogni vincolo, accettai di andare ad Agrigento. Sono, e mi sento di essere un serio professionista, che ho fatto le mie esperienze in categorie superiori, ed accettai di scendere di categoria, solo perché si trattava di un club importante e glorioso come il Licata. Adesso a 37 anni, – conclude l’esperto attaccante biancazzurro Maurizio Nassi – ritengo di avere, ancora, i giusti stimoli per tornare tra i Prof, un sogno che coltivo da tempo. So cosa significa essere declassati, ed è per questo motivo che auguro ad una piazza importante come quella di Licata, di superare le proprie difficoltà, e tornare quanto prima in auge. Lo merita la gente, fatta di gente competente, che mi ha dato fiducia, consegnandomi la fascia di capitano, che ho onorato sino all’ultimo giorno di permanenza”.

Fonte La Sicilia