Mario Vitale uno dei decani allenatori siciliani rimasti ai box, in seguito alla rinuncia dell’Atletico Licata di partecipare al Campionato di 2^ Categoria.

“Purtroppo tante circostanze, – dichiara lo stesso Mario Vitale – tra cui i pessimi rapporti col Licata calcio , che gestisce il Dino Liotta e il problema del Covid, non hanno permesso all’Atletico Licata di continuare la propria avventura calcistica.

A priori avevo dato la mia disponibilità anche per quest’anno, purtroppo non è stato possibile. Chi mi conosce sa che non sono il tipo di abbassare la testa e dire signorsì o chiedere grazie a nessuno.
Ho avuto già dei contatti con qualche società di promozione dell’ennese, ma per correttezza professionale (essendoci ancora in carica l’allenatore), ho preferito soprassedere.
Grazie a Dio, – contina sempre Vitale – non vivo più di calcio come una volta, oggi sono nelle condizioni di dettare io le direttive. A 65 anni compiuti, la figura di allenatore mi sta un po’ stretta, e la mia ambizione è quella di vestire il ruolo di Direttore Tecnico, oppure quella di Direttore Sportivo, figure più appropriate alla mia lunga esperienza.
Purtroppo, a mio avviso, l’anello debole del calcio di oggi sono proprio i dirigenti.  Sono convinto, infatti, che buona parte degli insuccessi di molte società debbano ascriversi, non tanto all’incompetenza degli allenatori, bensì all’interpretazione ed alla superficialità di molti dirigenti.
Credo che difficilmente il prodotto calcio migliorerà, – ribadisce sempre Vitale – se prima non crescerà la classe dirigente che lo deve guidare. Il rapporto tra l’allenatore ed i dirigenti deve essere chiaro fin dall’inizio.
Un tecnico avveduto deve cercare  di capire immediatamente cosa la società si aspetta da lui. Il tecnico deve valutare bene, prima di accettare l’incarico , se ciò che la Società gli mette a disposizione  ( il parco giocatori ) è adeguato alle attese che la società ha in termini di risultati.
Per sperare di poter partire con il piede giusto è fondamentale che vi sia sinergia tra la società e l’allenatore sulla valutazione del materiale umano a disposizione. Premetto che in questa disamina non tengo minimamente conto della possibilità che il tecnico accetti l’incarico solo ed esclusivamente per denaro, situazione comunque, abbastanza frequente, anche perchè , come si suole dire, anche gli allenatori ” tengono famiglia “.

Purtroppo oggi stiamo assistendo al fenomeno di tanti giovani allenatori, – si appresta a concludere Vitale – che pur di mettersi in evidenza, accettano la conduzione ,gratis e la cosa ancora più grave , quella di essere portatori di sponsor.
Questo , non ha fatto altro che indebolire notevolmente la figura del tecnico esperto , che giustamente vuole essere corrisposto il giusto per quello che vale. In un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, a molti Presidenti fa comodo l’entrata di soldi, non previsti.
Loro rimangono sempre al loro posto, – conclude il tecnico Mario Vitale – coi soldi degli sponsor conducono a termine il campionato, incuranti della qualità tecnica. ormai il calcio viaggia su questi binari, i binari della morte del calcio”.