licata curvaNiente trasferta ad Agropoli. E’ la terza rinuncia. Contro la Cavese domenica prossima si rischia la radiazione

Licata. Il Licata calcio è a un passo dalla radiazione e, questa volta, oggettivamente, nessuno più crede al “Salvatore” della patria dell’ultimo minuto.
Ieri la squadra non è scesa in campo ad Agropoli, si è trattato della terza rinuncia, l’ultima prima della radiazione.
Domenica prossima al «Dino Liotta» arriverà la Cavese, se non troverà nessuna squadra pronta a scendere in campo, sarà l’ultimo atto di una storia infinita che si trascina dallo scorso mese di luglio.
Il Licata verrà radiato e nel girone di ritorno tutte le squadre osserveranno un turno di riposo nella domenica in cui avrebbero dovuto affrontare i gialloblù.
Alla squadra ieri mattina è stato dato il rompete le righe, Terranova e gli altri appassionati che fino all’ultimo momento hanno gestito un transazione che non è mai avvenuta, hanno messo la mano in tasca e hanno rimborsato ai ragazzi il biglietto di ritorno.
Perfino i tre giocatori curati dal procuratore Pera se ne sono andati grazie ai soldi messi a disposizione dai licatesi.
Pera è sparito, ha fatto sapere di non essere in grado di coprire le spese per la trasferta ne di potere rilevare la società, un fulmine a ciel sereno visto che lo stesso, solo 24 ore prima, aveva invece dato rassicurazioni che ad Agropoli la squadra sarebbe scesa in campo.
Lillo Terranova sull’argomento afferma: «Pera ha preso in giro anche il sottoscritto, oltre che i giocatori e lo staff tecnico che erano tornati ad allenarsi a seguito delle sue parole. Aveva persino chiamato giocatori suoi assistiti per rinforzare la squadra non appena avesse rilevato le quote del Licata calcio».
Giovedì scorso però la situazione è precipitata di nuovo, il procuratore nisseno era atteso a Licata e avrebbe dovuto portare grosse novità, uno sponsor in dote, un grosso centro commerciale del catanese, nuovi giocatori e persino un nuovo staff tecnico.
Non è arrivato e, senza dare spiegazioni, è sparito.
Solo venerdì in tarda serata Terranova lo avrebbe rintracciato e si sarebbe sentito dire che per difficoltà personali, il progetto non poteva essere portato avanti.
A questo punto, mancano solo sette giorni per salvare la società, ma sarà difficile, se non impossibile, richiamare ancora una volta i giocatori tesserati che ormai non crederanno più a nuove pseudo cordate o gruppi di Salvatori della patria.
Il tempo è tiranno e dice che tra sette giorni il Licata sparirà.
Questo sempre che non si metta su una formazione rabberciata composta di soli juniores che possa presentarsi in campo domenica.
A quel punto, con la pausa natalizia in mezzo, ci sarebbe più tempo per capire il da farsi. Ma senza nessuno pronto a mettere mano in tasca, la soluzione positiva è solo una chimera. Un vero peccato, tutte queste notizie non hanno fatto altro che dare delle false speranze alla tifoseria. Un’intera città è stata presa in giro da ormai troppo tempo.

Giuseppe Patti

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