Tra oggi e domani, in coincidenza con il ritorno in città dei due imprenditori veneti, operanti nel campo dell’edilizia, si verificherà se vi sono le condizioni per trovare un accordo con gli attuali soci per la nascita della nuova società e per allestire il gruppo che parteciperà al prossimo campionato di serie D.
Se le parti riterranno che il progetto presentato dai nuovi imprenditori possa trovare applicazione nella nostra realtà in cui il calcio va oltre la passione, gli stessi faranno conoscere il progetto alla città e ai tifosi.
La presenza degli imprenditori veneti in città servirà a chiarire le loro intenzioni sul progetto da portare avanti per quanto concerne tempi e modalità, nel rispetto della città e anche nei confronti dei tifosi, poiché in passato esperienze simili hanno portato a dei risvolti molto negativi.
Ecco perché alla luce delle esperienze vissute solo pochi anni fa, occorre fare molta attenzione e valutare attentamente le azioni da compiere.
Se non si troverà l’accordo, la patata bollente passerà al sindaco per un ultimo estremo tentativo di salvezza.
C’è il rischio che, anche se le parti trovino l’accordo e riescano a distribuire le cariche sociali e ad individuare il tecnico e il direttore sportivo, ci vorranno ancora dei giorni per cercare, convocare e trovare l’accordo con i giocatori per formare la rosa per la prossima stagione.
Partire in ritardo con la preparazione atletica e tattica prima del campionato potrebbe compromettere l’andamento della stagione.
Mentre le altre squadre sono praticamente tutte al lavoro, a Licata di certo c’è soltanto l’iscrizione in quarta serie, ma fare la stessa triste fine della Nissa è più che una ipotesi remota. Purtroppo, stando così le cose, il calcio è destinato a scomparire.














