ciclismo“Il giornalismo sportivo è cambiato. Sono cambiati i pubblici. Il web ha prodotto nuovi linguaggi, nuovi strumenti. Sono rappresentazioni che vanno oltre la radio, la televisione ed i giornali e sulle rete c’è un misto tra rappresentazione, passato, presente, futuro, passione, tifo, cuore, violenza, ragione, competizione e partecipazione”.

Lo ha detto il docente di comunicazione e giornalismo dell’Università di Messina, Francesco Pira, aprendo i lavori del convegno inaugurale della manifestazione “Goal a Grappoli 2014” che si svolge da 5 anni a Cormons (Gorizia) e che vede la partecipazione di grandi personalità del mondo dello sport, del giornalismo e del mondo accademico.

 ciclismo 1Pira ha aperto i lavori del primo appuntamento dell’evento che ha visto prima un confronto con il grande telecronista Bruno Pizzul (padre nobile della manifestazione), Roberto Degrassi, Capo della Redazione Sportiva del quotidiano Il Piccolo e il professor Bernardo Cattarinussi ,ordinario di sociologia all’Università di Udine.

Nel suo intervento Francesco Pira ha anche snocciolato il comportamento dei campioni sui social:”Un bellissimo esempio è la sciatrice olimpionica slovena Tina Mazen 316 mila follower che racconta la sua vita sportiva, al contrario di Federica Pellegrini, 42 mila amici su Facebook che è molto autoreferenziale facendo vedere persino il colore dello smalto delle unghia. Molto attenta ai social Carolina Kostner, 200 mila amici su Facebook una bella pagina multilingue in italiano, inglese, tedesco. Elegante, molto attenta nel linguaggio pronta a ringraziare tutti per il supporto in ogni occasione”.

Secondo Roberto Degrassi : “chi lavora in un quotidiano si trova ogni giorno costretto a seguire atleti che rendono pubbliche le loro vicende anche molto private che diventano notizie. Basta guardare il caso di Icardi e Maxi Lopez. Per andare avanti è vero bisogna fare un passo indietro e provare a raccontare le storie”.

E se il professor Cattarinussi ha parlato di “emozioni che si vivono in maniera diversa in campo e sugli spalti “ ed ha richiamato all’esempio che può venire dallo sport soltanto se i messaggi sono educativi e eticamente responsabili, Bruno Pizzul ha voluto fare autocritica. “A noi giornalisti – ha detto il telecronista della Rai – ci piace raccontare le storie dei cattivi ragazzi o delle cattive ragazze che fanno sport e molto meno le storie di sacrifici e valori. Il web mi preoccupa. Ho undici nipoti e li vedo sempre connessi”.

Questo primo momento di lavori ha visto poi il confronto tra il telecronista di Sergio Tavcar di TeleCapodistria e Federico Buffa di SkySport.

Pubblico delle grandi occasioni in Sala Civica del Comune di Cormons per un evento che ogni anno diventa sempre più importante e seguito.