Agrigento del basket sogna la promozione in serie A1. Sarebbe un traguardo fantastico per la città dei templi ed i suoi tifosi, che mai, come in queste ultime settimane, hanno riempito il PalaMoncada in tutti i settori, Una settimana, quella che ci sta portando alla prima sfida di Torino, vissuta con grande concentrazione dai ragazzi di Franco Ciani che analizza la situazione.
“E’ certamente una settimana molto impegnativa ma stiamo godendo a pieno della bellezza di questo momento sportivo, Ci stiamo preparando per iniziare una serie molto intensa, con una delle squadre che già ad inizio stagione erano considerate tra le protagoniste assolute di questo campionato, insieme a Verona.
Torino è una squadra costruita con un obiettivo preciso, meritatamente arriva quindi ad assere protagonista di questa finale. Il terzo posto in stagione regolare è sicuramente un piazzamento, per così dire, bugiardo perchè frutto del problema Amoroso, dell’infortunio di Mancinelli, che lo ha tenuto fuori dal campo per molto tempo, senza dimenticare del cambio dell’americano fra Berry e Miller, quindi è evidente che hanno avuto una serie di travagli tali da ostacolare l’intesa nel gioco di squadra. Oggi si trovano in ottime condizioni ed è quindi una squadra estremamente temibile, la serie con Brescia ha infatti dimostrato un controllo netto da parte del Torino, soprattutto sul ritmo del gioco. Direi che, al di là della considerazione ovvia, ovvero che chiunque arrivi in finale ci è arrivato perché è più forte degli altri, credo che effettivamente Torino sia in assoluto la più seria candidata al salto di categoria, sia per come è stata costruita, che per il tasso di esperienza e qualità tecnica – conclude Ciani – disputare questa finale contro Manital Torino sarà per noi un’eccitante battaglia, perché quando si gioca ad un livello così alto è sempre fortemente stimolante.”
Ma è notizia di questi ultimi giorni, che moltissimi tifosi agrigentini, provenienti da tutto il centro nord d’Italia, hanno garantito la loro presenza al PalaRuffini.














