ESCLUSIVA Cessione Akragas. Ecco le ultime novità.

Si è fatto un gran parlare, e siamo certi, se ne parlerà anche nei prossimi giorni, delle sporadiche visite di alcuni imprenditori iraniani nella città dei templi.

Gli scettici non mancano, ma quelli ci saranno sempre. Anche quando tutto andava bene abbiamo assistito a chiacchiere di qualsiasi genere. E’ l’indole umana, o forse è solo l’indole di noi agrigentini, criticare tutto e tutti a prescindere.

Sui social c’è un diffuso pessimismo che nasce ovviamente dai risultati sportivi negativi della squadra e dalle criticità societarie che non lasciano presagire nulla di buono, a cui però fa seguito l’apertura di uno spiraglio, un pertugio, una speranza, che ogni giorno regala emozioni. Un giorno positive, un altro negative. Oggi pare che tutto si faccia, domani invece sembra tutto svanire. Ecco quindi che non è semplice per i protagonisti di questa vicenda raccontare ogni giorno l’evolversi della situazione. Si correrebbe il rischio di esaltare o mettere in ansia quegli sportivi, quelle persone, che vivono di calcio e soffrono e gioiscono a seconda di come vada la giornata akragantina.

Ma andiamo con ordine, visto che c’è grande sete di conoscenza da parte di chi vuol bene all’Akragas, così come c’è anche tanta diffidenza da parte di chi ama solo sadicamente raccontare inesattezze, per diffondere preoccupazione ed alzare i toni contro chi invece andrebbe solamente elogiato per l’impegno e la dedizione profusa nel tentativo di salvare la nostra amata Akragas. Sputare veleno ed offendere chi sta provando a salvarla è ignobile. Da vigliacchi. La gente va incoraggiata, sopratutto quando lavora per il bene di tutti, in questo caso per il bene della tua squadra del cuore, e mai criticata.

Ma cerchiamo di raccontare di una trattativa che va detto, è iniziata, solamente nei primi giorni di gennaio, con la visita del responsabile marketing e del consulente legale di una holding iraniana. Sostanzialmente, volendo sintetizzare questi ultimi due mesi, possiamo con certezza confermare, volendo utilizzare dei termine usati da qualche tifoso, che gli iraniani sono “veri” ed esistono, che non sono una invenzione dell’attuale società, e sopratutto, ma questa è un’altra storia, stanno impegnando e non poco le persone che ogni giorno instancabilmente si stanno prodigando affinchè arrivi il benedetto giorno del “closing”. 

Nel viaggio a Teheran della delegazione agrigentina, a fine gennaio 2018, sono stati sostanzialmente sottoscritti 2 accordi, uno di carattere economico con la Holding che si è impegnata a reperire imprenditori che ricostituiscano con i loro capitali la nuova società dell’Akragas. Un gruppo composto da persone facoltose, da imprenditori affermati, proprietari di aziende tra le più importanti dell’Iran che desiderano affacciarsi nel mercato europeo, acquistando quote societarie dell’Akragas.

I problemi, se vogliamo chiamarli così, sono chiaramente di ordine burocratico, con alcuni passaggi obbligatori da effettuarsi tra Ambasciata (per l’ottenimento del Visto d’Ingresso) e Banche (la cosidetta due-diligence preserva l’Akragas da sgradevoli sorprese, come l’ingresso di denaro “sporco” o l’arrivo di gente poco raccomandabile). Nulla può essere lasciato al caso. L’Iran è uscita da poco dall’embargo per cui è sotto l’occhio di chi l’embargo glielo ha imposto. Non si possono e non si devono commettere passi falsi. Tutto dev’essere trasparente rispettando tutte le normative vigenti per il bene dell’Akragas e dell’intera operazione.

A questo bisogna aggiungere (e questa è stata una sorpresa), la diffidenza di un popolo, quello iraniano, a cui, nel corso degli ultimi decenni, è stato sempre raccontato che la Sicilia è solo mafia e che i siciliani ancora oggi vivono con la coppola e la lupara in mano. Uno stereotipo che finalmente grazie anche alle recenti e continue visite di alcuni imprenditori provenienti dalla repubblica islamica, si stanno piano piano sfatando. A questo sono servite queste sorte di “occhiatine” rivolte sui luoghi dove si è stati invitati ad investire i propri capitali. Nulla da eccepire. Ma il tempo è passato e lo si sapeva. La fretta del resto avrebbe soltanto rischiato di far fallire sin da subito quest’ultima occasione di salvare la società dei templi.

Il secondo accordo, invece, stavolta di carattere tecnico-sportivo, è stato formalizzato con una delle più importanti società della massima serie iraniana, il cui Amministratore Delegato, arriverà ad Agrigento nella giornata di martedì 13 marzo prossimo (anzichè venerdì 9 marzo, come in un primo tempo comunicato), accompagnato dalla propria famiglia, in quello che appare come la più importante e determinante visita tra quelle finora giunte ad Agrigento.

E’ fuor di dubbio che l’Amministratore delegato di questa società, di cui vi parlerò nei prossimi giorni, è una figura molto influente del mondo calcistico ed economico dell’Iran, per le sue capacità. Una figura carismatica capace con il suo “si” di dare uno slancio definitivo all’intera operazione, che ricordiamo fino ad ora ha visto la manifestazione di voler investire da parte di questi imprenditori alcuni dei quali già venuti ad Agrigento per conoscere la realtà siciliana, che aspettano, probabilmente di vedere se questo esperto “benedirà” il progetto sportivo ed imprenditoriale, prendendone le redini da eccellente manager quale lui è.

Con lui e la sua società, come si diceva prima, l’Akragas ha stretto un patto di collaborazione tecnica, scambio di management, di tecnici, di giocatori, di informazioni, di merchandising ed altro.

Inoltre, nell’accordo formalizzato a metà febbraio, la società iraniana si impegnerebbe ad aiutare Akragas a crescere in campo internazionale dal momento che loro hanno già da tempo sottoscritto joint-venture con società di caratura internazionale come Atletico Madrid, Atletico Mineiro, Amburgo e Mainz. In questa direzione anche la costituzione di una Accademia Internazionale Giovanile ad Agrigento rientra tra le strategie da attuare nel breve termine, così come la ristrutturazione dello stadio Esseneto affinchè possa avere quelle caratteristiche che possano aiutare la società dei templi a finanziarsi attraverso l’uso dei locali dello stadio da destinare all’esercizio commerciale, come ad esempio l’apertura di uno Store Ufficiale della società.

L’Akragas è al capolinea e con lei, l’intera città calcistica. La pista iraniana rimane l’unica seria possibilità di salvare un titolo sportivo con grande fatica riportato dopo più di trentanni nel calcio professionistico che conta, o meglio nelle migliore delle ipotesi, per rilanciare Agrigento in un calcio che potrebbe riservare in futuro ben altre soddisfazioni.

E’ un sogno? Un illusione?

Potrebbe essere, ma se non ci proviamo non lo potremmo mai sapere.

E’ un dovere da parte di tutti collaborare per aiutare a realizzarlo, tifosi compresi.

 

 

Si autorizza l’uso dei contenuti ai fini di cronaca, a condizione di citare Agrigentosport.com come fonte, in base alla legge n. 633/1941 sul diritto d’autore