Il derby va alla Sicula Leonzio. Bollino e Camilleri piegano l’Akragas

E’ vero, l’Akragas è ultima in classifica. Peggior attacco (17 reti realizzate) e peggior difesa (55 gol al passivo) di tutto il torneo, solo 3 vittorie in stagione a fronte di 5 pareggi e ben 21 sconfitte, ultimo posto meritatissimo.

Essere ultimi potrebbe voler dire essere veramente scarsi, non avere giocatori buoni, non avere una società sana, commettere tanti errori, non essere capaci di fare tre passaggi di fila, non rendersi quasi mai pericolosi. Potrebbe essere vero tutto quanto, ci può stare.

Quello che non ci può stare sono gli atteggiamenti prevenuti di chi dovrebbe garantire l’equità di giudizio anche quando in campo c’è una squadra ultima in classifica e scarsa come forse è l’Akragas di questa stagione.

Allora, voglia spiegare, il sig. Cosso di Reggio Calabria, perchè mai accanirsi contro i più deboli, andando anche contro il regolamento. Come può, al 32esimo minuto del primo tempo, sul punteggio di 0-0, non “vedere” un braccio alto di D’Angelo, nella area di rigore lentinese, che tocca palesemente il pallone, e non assegnare di fatto il conseguente sacrosanto calcio di rigore all’Akragas? (vedi immagine qui sotto)Tra l’altro la sfera, con il tocco del campofranchese, cambia traiettoria impedendo a Mileto di colpire di testa. Sul cambio di fronte, però, lo vediamo correre velocemente verso il dischetto dell’area di rigore agrigentina per decretare il rigore per gli ospiti, senza alcuna esitazione, nonostante fosse lontanissimo dall’azione, dopo l’atterramento di Gammone (che ci poteva anche stare).

Due metri, due misure. Ma non è la prima volta in questa stagione. Non ci possiamo aver fatto il callo. Le regole sono state scritte per essere rispettate. Non c’è scritto da nessuna parte che contro le squadre scarse non si applicano. Ecco perchè, stavolta inizio il mio commento esprimendo il mio totale disappunto per l’ennesima decisione dell’arbitro di turno che svantaggia non solo l’Akragas, ma mortifica ancora una volta il popolo agrigentino, che merita rispetto. Una città sportiva, che già soffrendo abbastanza per una più che deludente stagione, non può essere oltraggiato ulteriormente.

Per il resto, il derby non è stato per nulla piacevole, non si è visto gran calcio, la Sicula Leonzio ha legittimato il successo con una superiorità in campo convincente. D’Angelo, Petermann, Gammone, hanno fatto quello che hanno voluto. Camilleri e Aquilanti in difesa insuperabili, un vero e proprio muro davanti a Narciso che non ha nemmeno sporcato i guantoni fatta eccezione per una rovesciata di Camarà al 21° del primo tempo, unica conclusione verso la porta ospite, peraltro debole e centrale.

Le reti sono giunte al 35° del primo tempo ad opera di Bollino che ha trasformato il calcio di rigore per atterramento di Gammone ed al 76° della ripresa grazie ad un colpo di testa di Camilleri che indisturbato ha raccolto un calcio di punizione dalla trequarti di Aquilanti.

Da sottolineare la personalità del giovanissimo Filippo Caternicchia, uno dei tanti classe 1999, entrato all’85° minuto della ripresa. Ha destato un ottima impressione in mezzo al campo. Magra consolazione.

AKRAGAS. 1 Vono; 23 Scrugli, 6 Mileto (85° Ioio), 14 Danese; 18 Navas, 7 Carrotta, 29 Bramati (85° Caternicchia), 4 Sanseverino (73° Moreo), 11 Pastore; 8 Zibert (61° Gjuci), 10 Camarà (73° Minacori). All. Criaco.  A disposizione: 12 Lo Monaco, 3 Raucci, 20 Petrucci, 9 Dammacco, 27 Canale, 26 Malluzzo, 17 Saitta.

SICULA LEONZIO. 1 Narciso; 16 De Rossi, 13 Camilleri, 18 Aquilanti, 3 Squillace; 33 Petermann (71° Marano), 27 D’Angelo (79° Davì), 8 Esposito; 24 Gammone (79° Russo), 9 Foggia (71° Foggia), 10 Bollino (87° Cozza). All. Diana. A disposizione: 22 Ciotti, 15 Granata, 2 Pollace, 4 Giuliano, 6 Monteleone, 14 De Felice, 7 Arcidiacono.

Arbitro. Francesco Cosso di Reggio Calabria; assistenti Stefano Zeviani di Legnano e Lorenzo Poma di Trapani.

Reti. 35° Bollino su rig. (SL); 76° Camilleri (SL)

Ammonito. Danese (A)