Perchè è importante, quest’anno, partire con il piede giusto e classificarsi, almeno, nei primi cinque posti? Basta leggere cosa riserva il prossimo campionato, e quali sconvolgimenti ci sano all’orizzonte.
La riforma è ormai nota da tempo, proviamo a sintetizzarla. L’obiettivo finale è quello di vedere ai nastri di partenza della stagione 2014-2015 soltanto 60 squadre in Lega Pro divise in tre gironi da 20. Addio Prima e Seconda Divisione, tornerà quindi un unica divisione della Lega Pro. Per centrare questo risultato il prossimo campionato vedrà 33 società impegnate in Prima Divisione, divise in due gironi da 16 e 17 suqadre, e 36 in Seconda Divisione, due gironi da 18 squadre. Al termine del torneo dalla Prima Divisione 4 club saranno promossi in Serie B, così come quattro continueranno ad essere le retrocessioni dalla serie cadetta, invece nessun club retrocederà. Cosa diamentralmente opposta a ciò che avverrà in Seconda Divisione dove saranno ben 18 le retrocessioni in Serie D, a fronte delle attuali nove, tute le altre che si salveranno automaticamente accederanno l’anno successivo nella Lega Pro ad unica divisione. Le 18 retrocessioni in Serie D saranno così articolate: le ultime 6 di ogni girone retrocederanno direttamente. A queste prime 12 retrocesse se ne aggiungeranno altre 6, tre per ogni girone, decretate attraverso la disputa dei play out. Infatti, i club che si posizioneranno in classifica dal nono al dodicesimo posto dovranno disputare i play out e di queste otto partecipanti, quattro per girone, soltanto una si salverà.
LA SERIE D? Una riforma importante quella della Lega Pro, non si comprende al momento, invece, quale posizione intende assumere la Lega Nazionale Dilettanti in merito alla Serie D. Anche nel massimo campionato dilettantistico ci sono oggettivamente troppo squadre ed anche qui assistiamo ogni anno allo stillicidio di squadre in crisi che spesso già a metà campionato sono costrette a schierare in campo la Juniores, falsando secondo molti lo stesso torneo, oppure, nei casi peggiori, ad abbandonare la competizione. In un campionato così dispendioso, si dovranno fare i conti col surplus di società che retrocederanno dalla Lega Pro. Saranno, come detto, ben 18 a fronte delle attuali nove. Ciò, concretamente, potrebbe portare ad acuire problemi già esistenti che ricadono tutti sulle società. Forse sarebbe stato corretto, come si suol dire, prendere la palla al balzo e riformare anche la Serie D. Basti pensare che se il fine principale della riforma di Lega Pro è quello di non assistere più all’agonia di società moribonde, ciò automaticamente si trasformerà, nel caso di successo della riforma, in un boomerang per la Serie D i cui play off, attualmente già molto discussi, diverrebbero quasi definitivamente inutili e soltanto un ulteriore esborso economico per le società partecipanti. Non sarebbe meglio, invece, studiare una formula che permetta gironi più snelli (magari a 16 squadre), quindi meno trasferte e campionati più corti, ed assegnare 7 promozioni dirette in Lega Pro e due attraverso la vittoria di Play Off e Coppa Italia.














