Catania – Akragas, le pagelle
L’Akragas perde a Catania la gara valevole per la terza giornata del girone G di Coppa Italia di Lega Pro. Un test certamente importante con un finale deludente in casa biancazzurra per via del risultato negativo. Una sconfitta che fa male al morale sopratutto perchè immeritata. Paradossalmente quando devi perdere, fa meno male quando giochi in maniera penosa, mentre l’Akragas vista al Massimino è stata a tratti assoluta padrone del campo.
La squadra di mister Di Napoli (7), dopo i primi 5 minuti di gioco di chiara marca rossazzurra, riesce a mettere sotto, in casa loro, i più blasonati avversari, con un gioco rapido, sempre concreto, sempre verticale, sfruttando anche l’ampiezza, senza mai perdersi in inutili e sterili passaggi orizzontali. I giganti hanno sempre dato l’impressione di saper quel che dovevano fare, facendolo sempre bene.
Pasquale Pane (6,5) effettua 2 parate decisive nel primo tempo, con i piedi, su conclusioni ravvicinate di Paolucci. Nulla può, nella ripresa quando Calil lo infila con un tiro dai 20 metri che lo supera di un paio di cm. Le sue uscite sono sempre decisive. Da grande sicurezza ai compagni.
La difesa regge bene, ordinata come sempre, non da mai l’impressione di capitolare nemmeno quando va sotto pressione. Scrugli (6) gioca una partita scrupolosa sopratutto in fase difensiva, senza strafare quando c’è da attaccare. Thiago Cazè (5) avrebbe meritato un voto altissimo per il gran lavoro difensivo insieme al compagno di reparto Carillo (6,5), ma la foga in occasione del rigore subito, contro il direttore di gara, con la fascia di capitano al braccio, e le conseguenti espulsioni e squalifica fino a metà ottobre, inevitabilmente fanno scivolare il giudizio finale sotto la sufficienza. Bene Russo (6) a completare il pacchetto arretrato.
A centrocampo ancora un superbo Salandria (7) distribuisce una quantità impressionante di lanci ed assist per gli avanti biancazzurri. L’eclettico giovane, calabrese di nascita, non si smentisce neanche quando il tecnico lo mette difensore centrale in luogo del compagno espulso. Pezzella (6,5) funge da tappo davanti la difesa, spesso determinante in fase difensiva. Anche la condizione fisica sta crescendo. Carrotta (6) potrebbe portare in vantaggio l’Akragas nel primo tempo, ma la butta addosso a Pisseri in disperata uscita. Ha il merito di farsi trovare al posto giusto, il demerito di mangiarsi un gol fatto. E’ giovane, al primo vero anno da titolare in Lega Pro, può e deve crescere.
Il trio davanti va a corrente alternata. Nel senso che in fase di preparazione della fase offensiva riesce a fare cose a volte strabilianti, vedi Longo (7) che supera gli avversari come fossero birilli di un biliardo, o Salvemini (6) prepotente in contropiede, così come Gomez (6) che lotta come un gladiatore meritando anche un rigore mai concesso dall’arbitro (4). Ma non sempre sono lucidi e concreti negli ultimi 16 metri.
Quando una squadra giovane come quella agrigentina, va in casa di una seria candidata alla vittoria finale del torneo e colleziona 9 tiri in porta, di cui almeno 3 veramente da realizzare ad occhi chiusi, e non ne segna nemmeno uno, rischia di deprimersi, buttando alle ortiche tutto il duro lavoro settimanale. Ed alla lunga, questo potrebbe rivelarsi un serio problema, perchè quando si lavora con i giovani si sa, se vinci l’entusiasmo cresce e magari puoi sognare anche l’impossibile, se perdi rischi di non riuscire a cavar un ragno dal buco, finendo nell’oblio, e tutto diventa complicato.
Zanini, Riggio, Assisi (S.V.)














