Caos Akragas. Tutti contro tutti, ma qualcosa non torna.
Hanno parlato quasi tutti in contemporanea i principali protagonisti della vicenda che coinvolge la maggiore società calcistica agrigentina che milita, per il secondo anno consecutivo, nel campionato di Lega Pro.
Ospiti telefonici della trasmissione sportiva “Solo Akragas”, andata in onda giovedì 26 gennaio su Tele Video Agrigento, a turno si sono alternati, il presidente onorario Marcello Giavarini, uno dei soci di minoranza, Lillo Trupia, l’ex DS biancazzurro nonchè attuale emissario della ormai famosa cordata di imprenditori romani Dario Scozzari, ed il presidente Silvio Alessi.
Diverse le opinioni a confronto dei vari interlocutori. Qualche notizia nuova, ma anche qualche sorpresa, e sopratutto un grosso interrogativo: perchè si è dovuti arrivare fino a questo punto, quando è parso molto chiaro, sentendoli tutti e quattro, che la situazione si sarebbe potuto risolvere con molto anticipo qualche mese fa, scongiurando quindi l’ormai quasi inevitabile ed irreversibile crisi che ad oggi lascia veramente pochi spiragli di luce in fondo al tunnel.
Giavarini, non fornisce grossi nuovi elementi in merito, tranne l’aggiunta di nuovi dispiaceri personali dovute all’eccessive offese ricevute sul suo profilo facebook da parte di numerosi tifosi che lo hanno invitato a non legare più il suo nome a quello dell’Akragas e su sollecitazione a ritornare in sella alla società biancazzurra, si dice titubante e ci penserebbe solo in presenza di uno striscione di affetto nei suoi confronti e dei licatesi, ingiuriati continuamente durante la sua permanenza agrigentina. “Poco rispetto per me e per quello che ho fatto per la città e per i tifosi.”
Trupia e Scozzari, invece nelle loro rispettive interviste sollevano parecchi dubbi sulle dinamiche che hanno accompagnato il cammino della società nell’ultimo anno e mezzo, sopratutto con l’avvento di Peppino Tirri, accusato di chiaro conflitto di interesse dal momento che pare (racconta Trupia), la procura dei giocatori arrivati ad Agrigento in queste due ultime stagioni siano in mano al figlio dell’Amministratore Delegato, che quindi avrebbe di fatto agevolato l’esito positivo di queste operazioni. Situazione smentita categoricamente dal presidente Giavarini, che ha ribadito che mai avrebbero consentito a Tirri un comportamento di questo genere. Qualcuno evidentemente non la racconta giusta, oppure, come spesso accade, la verità sta a metà.
Così come il secondo smantellamento consecutivo in poco meno di due stagioni, secondo Scozzari, non può certamente considerarsi una scelta vincente quando si vuole fare calcio a certi livelli. La progettualità è necessaria, insieme alla presenza fisica del patron, che poco o mai è stato vicino alla squadra ed alle vicende societarie, spesso vissute solo per riportate voci, contribuendo anche in questo caso a ingenerare altra confusione all’interno di una società che aveva grandi potenzialità in Giavarini, ma che, forse malconsigliato, non sono state sfruttate al meglio. Alla fine, sempre secondo Scozzari, il presidente onorario è quello che ha perso più di tutti, sopratutto in termini economici e solo per questo andrebbe ringraziato.
Per quanto riguarda la trattativa con la cordata di imprenditori romani, interessati già da tempo alla società agrigentina, Scozzari, ha tenuto a precisare che nonostante il vero interesse ad entrare in società ed il carteggio prodotto dalla società, ritenuto insufficiente poichè riferito al mese di settembre 2016, sono sembrate alquanto inspiegabili con una trattativa in corso, che sembrava destinata ad esito positivo, le cessioni di Marino e Salandria, che ovviamente come si può immaginare hanno fatto abbassare il valore di mercato del patrimonio da acquistare. Anche qui un grosso punto di domanda, perchè iniziare a cedere giocatori di proprietà quando stai per vendere la società? Non la rendi più appetibile e rischi di scoraggiare i papabili acquirenti. Superficialità da parte di Tirri e Alessi? Non sembrano così sprovveduti.
E se invece, fosse questo l’obiettivo? Beh, allora qualcosa non torna. Da una parte non fai niente per vendere la società, dall’altra ti defili, riducendo il budget e sfoltendo la rosa dei giocatori migliori. Non capiamo dove si vuole arrivare.
Così come sono poco decifrabili le annunciate dimissioni di Tirri al 31 gennaio a mercato chiuso. Mercato in cui sta solo vendendo.
Anche Alessi ha detto la sua, precisando che Giavarini non è stato l’unico che ha “speso” nell’Akragas e che nella vicenda romana lui sa di aver trasmesso i documenti ufficiali, aggiungendo altresì che comunque lui è sempre alla ricerca di nuove risorse economiche capaci di far concludere questo anno sportivo. “Bastano poche centinaia di migliaia di euro per finire questo campionato. Sono alla ricerca anche di un paio di piccoli imprenditori capaci di portarci questo sostegno economico. Non servono milioni di euro, basta poco per evitare punti di penalizzazioni nel caso non riuscissimo ad adempiere a marzo e giugno ai vari pagamenti. Smentisco assolutamente che ci possa essere il fallimento.”
Tanti gli argomenti e le cose poco chiare. Oggi non sappiamo come andrà a finire, ma è ovvio che qualcuno non dice completamente la verità.














