Adesso i diretti protagonisti rischiano 9 anni di carcere. Ci sono state più di 10mila intercettazioni, un lavoro che è durato otto mesi circa. Nei locali della Questura di Catanzaro si è tenuta una conferenza stampa per spiegare meglio i vari dettagli:

Vincenzo Antonio Lombardo, procuratore capo direzione distrettuale antimafia di Catanzaro:
“Quest’indagine è il frutto di un lavoro durato 8 mesi, i risultati li definisco clamorosi e interessano tutti gli italiani. Tutto nasce dalle indagini sulla cosca Iannazzo: scopriamo che Pietro Iannazzo entra in contatto con soggetti del Neapolis, squadra del Girone I di Serie D. Estendiamo le intercettazioni a questi dirigenti e costruiamo due associazioni per delinquere finalizzate alla frode sportiva. Muovendo su questa linea troviamo quindi un’altra associazione, più pericolosa, formata da soggetti che si trovano all’interno della Pro Patria. Attenzioniamo allora il campionato di Lega Pro e scopriamo partite oggetto di combine. Questi soggetti tramano per estendere la combine anche in partite di Serie B e ancor più importanti. Vi sono altre partite, oltre a quelle emerse quest’oggi, che sono oggetto di attenzione. Ma non abbiam elementi per dire che la combine vi sia svolta, anche se i sospetti restano. Il fenomeno legato alle scommesse clandestine è tutt’altro che risolto”.

Il capo della squadra mobile Ruperti:
” Un grande ringraziamento va a quei poliziotti che hanno trascritto 10mila intercettazioni, conversazioni anche di 40 minuti. E’ stato un sacrificio perchè in genere noi lavoriamo sul territorio mentre questa indagine si è ampliata in tutta Italia. Attraverso la sua forza Iannazzo riesce a mettere in piedi combine tese a far vincere il campionato al Neapolis, questa un’intercettazione riguardante il patron Moxedano, ex presidente del Napoli: “Vuole vincere con una squadra di babbi, ha bisogno di me ma i soldi me li deve dare prima”.
Intervista tratta da Tutto Lega Pro