Per  l’applicazione della responsabilità diretta o oggettiva: il nuovo codice di giustizia sportiva prevede per la responsabilità diretta di un club (scatta quando sono implicati i dirigenti) la retrocessione all’ultimo posto in campionato, e la non assegnazione o la revoca del titolo di campione nel caso abbia vinto il torneo. Uno dei capisaldi è: le penalizzazioni devono essere “afflittive”, vale a dire incidere in maniera pesante sulla classifica. Per la responsabilità oggettiva derivata da un tesserato non dirigente (calciatore, ad esempio), è prevista la possibilità di graduare la sanzione a seconda della gravità dei casi. Si va dalla penalizzazione di uno o più punti in presenza di una combine per poi salire. Passando alle persone: tutto è chiaro quando si tratta di illecito sportivo accertato, i responsabili sono soggetti a sanzioni che possono andare dall’inibizione alla squalifica minima di 3 anni. È c’è anche la possibilità della radiazione.
Più lievi le sanzioni per omessa denuncia: si rischiano pene pecuniarie per le società o, nel caso di calciatori e tecnico, stop per alcuni mesi.

Tratto dalla Gazzetta dello Sport