Tutto parte dalla gara interna con il Brothers Casa Amica, sospesa dall’arbitro per paura di possibili aggressioni da parte di alcuni calciatori dell’Atletico Licata (a quanto pare non avvenute), e che sono costate pesanti squalifiche ad alcuni tesserati licatesi.
Ciò ha comportato l’assenza di parecchi calciatori, costringendo la squadra a disertare la trasferta di S. Stefano Quisquina.
Una vicenda tutta da chiarire (quella prima esposta) e che chiaramente la dirigenza licatese, non digerisce. Di seguito una nota stampa che pubblchiamo integralmente, che cerca di fare chiarezza.

“L’ASD ATLETICO LICATA non ci stia a passare per i cattivi di turno.

In occasione dell’ultima gara casalinga, sospesa a dieci minuti dalla fine dal direttore di gara, non si sono verificati gesti o minacce tali da giustificare una così drastica decisione.

Non c’è stato alcun accerchiamento da parte nostra nei confronti dell’arbitro  (cosa che invece risulta sul referto di gara), nessuno scontro, nessuna intimidazione.

Come società siamo indignati per quello che è stato riportato a referto (é soltanto la giustificazione per dimostrare la sospensione della gara)

Non è nostro stile, e non lo sarà mai cercare di intimidire un arbitro  (tra l’altro un ragazzino).
Detto questo, invitiamo i direttori di gara a rivolgersi ai dirigenti presenti in panchina (se qualcuno dei giocatori dentro il rettangolo di gioco) minaccia od offende lo stesso? prima di prendere decisioni così importanti, anche perché si esasperano gli animi e si va a finire in situazioni spiacevoli per tutti.

Quanto all’accusa di “aver perso la faccia”,  respingiamo con ogni mezzo questa offesa. Non ci siamo presentati a Santo Stefano di Quisquina solo perché falcidiati da infortuni e squalifiche e perché avremmo avuto difficoltà ad allestire un router di 11 calciatori.

Non permettiamo a nessuno che venga in alcun modo messo in discussione il nostro impegno, passione, rispetto e soprattutto  la nostra serietà che nei precedenti campionati disputati non é mai mancata.

La ns società si è avvalsa del potere di presentare ricorso avverso le decisioni del giudice sportivo, nella maggior parte non veritiere ma nella rimante si.

Ci scusiamo pubblicamente sia con la società Brothers Casa Amica (anche se con loro c’è stato il massimo rispetto reciproco in campo) ma sopratutto con gli AMICI della Quisquisnese.

Nel ribadire che siamo una società che fa del calcio un fattore sociale,

auguriamo a tutti BUONE FESTE”.