E’ finita in festa la trasferta in terra campana per il Campofranco e per i 400 campofranchesi che hanno invaso di giallorosso la silenziosa Monte San Giacomo. Gente incredula che dalle finestre e dai balconi ammirava il fiume umano che piano piano riempiva le strade e poi le tribune dello stadio che alla fine è stato colorato tutto di giallorosso e soprattutto dall’allegria, dalla sportività e dalla gioia di gente che ha voluto essere presente in qualsiasi modo e da qualunque posto: Lombardia, Toscana, Puglia, Lazio, Emilia, Piemonte e addirittura dalla Romania i tifosi che hanno rotto con un boato, al gol del ragazzino Sonny D’Angelo, la tranquilla Valle del Diano. Tutti in un unico coro: “emigrati sempre presenti”.
E alla fine tutti d’accordo nel fatto che ieri tutta Campofranco ha vinto: ha vinto il gruppo femminile delle Fedelissime che hanno sfoggiato le nuove maglie, i bambini che si sono organizzati nel loro mini tifo, gli Ultras con le loro che per tre ore non hanno mai smesso di incitare la squadra e gridare a squarciagola “orgogliosi di essere siciliani”. E certamente è andata in onda l’altra Sicilia, quella fatta di passione, di sacrifici, di laboriosità e di organizzazione, tutti a correre dietro un pallone, tutti a rappresentare un qualcosa di bello, tutti, allo stesso tempo, a rispettare gli avversari che hanno perso, segno di maturità e di grandezza sportiva. Ognuno ha portato qualcosa in questa trasferta e ognuno si è riportata la consapevolezza che con la “scusa” del pallone un intero paese, una intera comunità è uscita dall’anonimato in cui versa. Ogni singolo partecipante aveva qualcosa di giallorosso appresso, sciarpe, striscioni, maglie, e soprattutto tanto, tantissimo orgoglio che ha fatto sì che anche chi è rimasto a Campofranco ha potuto essere comunque presente. E nel viaggio di ritorno la festa è continuata, cori scherzi, ancora cestini di polpette, ormai diventate il simbolo mangereccio di questa trasferta.
Mister Restivo dice che ancora non è successo nulla, ma ieri è successo che ogni singolo cittadino di Campofranco può essere fiero non solo di aver attraversato lo Stretto, ma anche di aver vinto. E ora tutti insieme, ancora per continuare a segnare.














