All Stars Sicilia. Mister Urzì. Ad Agrigento per regalare un sorriso ai tifosi e ridare speranza a chi soffre

Riccardo Urzì, medico nella vita di tutti i giorni, ma allenatore per passione da tantissimo tempo. Ci racconti la tua esperienza nel mondo del calcio?

La mia esperienza in questo mondo risale all’età di 6 anni quando cominciavo ad essere una piccola anzi piccolissima promessa. Sono  classe ’76 e sono cresciuto avendo come punti di riferimento gli azzurri dell’82 i vari Zoff, Scirea, Tardelli, Rossi ecc….. grandi uomini che hanno contribuito ad alimentare la mia passione in questo mondo. Il mio ruolo è stato sempre il Portiere, ho figurato tra i dilettanti e questo mi ha permesso di conseguire qualche anno addietro, il tesserino di allenatore. Ho avuto diverse soddisfazioni dal settore giovanile che ho seguito per molti anni. Sono stato per 3 stagioni collaboratore della Rappresentativa federale Catanese e ho allenato la prestigiosa Massiminiana arrivando in una finale play off, ahimè, persa. Oggi faccio altro, ma studio sempre e mi aggiorno di continuo per essere  sempre al passo con tutte le novità nell’ambito calcistico. Ho tanta voglia di fare.

Riccardo Urzì al centro. A sinistra Santo Mazzullo

Dallo scorso anno invece, sei il nuovo coach degli All Stars Sicilia. Come nasce questo progetto?

Nasce dalla mente geniale del nostro Presidente Luca Napoli, un uomo di spettacolo ma anche di sport. L’idea era quella di creare un team fatto di personaggi ad alta visibilità che permettesse di sostenere iniziative nel sociale, di volontariato all’insegna di un sano divertimento. Con questi presupposti, naturalmente, quando mi è stato chiesto di fare l’allenatore non potevo far altro che accettare con grandissimo orgoglio.

Nella tua rosa hai certamente grandi uomini oltre che sportivi d’eccezione. Da Baiocco a Mascara, passando per Pantanelli e Pellegrino. Ma poi anche tanti non calciatori. Ci parli di loro. C’è qualcuno davvero bravo che forse avrebbe anche potuto giocare a livello agonistico?

Devo dire che alcuni di loro li conoscevo solo di fama, nel tempo però  ho avuto modo di scoprire il loro valore non solo calcistico ma soprattutto umano. Oserei dire Campioni dentro e fuori dal campo. I più divertenti però restano Pellegrino e Pantanelli, si beccano sempre per chi deve fare il capitano, è uno spasso vederli in allenamento. Altri come Raimondo Todaro avrebbero potuto anche giocare a livello agonistico ma sarebbe stata un’altra storia.

Riccardo Urzì e Giuseppe Mascara

Il 17 dicembre sarete ad Agrigento. Una città che ha perso il calcio che conta proprio la scorsa estate e che ha tanta fame di calcio ad alti livelli. Che impressioni avete e come la state vivendo. Di fronte avrete solo calciatori, giovani e meno giovani che hanno scritto la storia del calcio agrigentino. Sarà anche questo un motivo d’orgoglio in più?

Senza dubbio, dispiace certamente che una piazza come Agrigento si trovi in questa situazione attuale, ma purtroppo il calcio Siciliano vive di queste situazioni già da molti anni basta vedere squadre come la mia città Catania o Messina. Posso solo augurarmi che sia solo un momento passeggero e a tutta la gente di Agrigento auguro un rientro nel calcio che conta in tempi brevi.

Per ultimo, ma non certamente vale come tale, la solidarietà. Parte dei proventi andranno alla Mensa della solidarietà, una realtà che opera ad Agrigento da 20 anni esatti, che ogni giorno fornisce un pranzo completo a migliaia di indigenti, di poveri, di persone che non posseggono molto.

Sicuramente non è l’ultimo ma il primo dei motivi che hanno fatto si che Le All Stars Sicilia diventasse una realtà nel territorio. Infatti non è un caso che già da molti anni il Nostro presidente Luca Napoli è impegnato nel sociale. La scelta di indirizzare i proventi dell’evento alla mensa dei poveri non è casuale visto che ci troviamo a ridosso delle festività natalizie e quindi un momento di maggiore aggregazione umana.

Mister Urzì vogliamo mandare un messaggio in vista di questa partita

Che dire……. il calcio non è solo un gioco ma anche un fenomeno sociale, spero possa questo evento, a ridosso del Natale, ridare Speranza sotto tutti i punti di vista, a tutta quella gente che sogna e crede nei valori di questo sport che è, a mio modesto parere, il più bello del mondo. Un giocatore Britannico Bill Shankly disse un giorno, il Calcio è come un pianoforte: otto persone lo caricano in spalla e 3 sanno suonare quel dannato strumento. Arrivederci a molto presto.