Era arrivato nel luglio del 1979 dal Modica assieme a Ciccio Francica, con il quale costituivano una coppia perfetta, che portava sovente al gol.
Lui, Roberto Petrella, appena ventiquattrenne, era un esterno alto (allora ala destra), che sapeva destreggiarsi sulla fascia, e riusciva a creare millimetrici assist per le ‘incornate” di Francica.

A guidare il neo promosso Akragas in Quarta Serie venne chiamato il tecnico Gianni Gennari, un’autentica icona di quegli anni per il tipo di gioco spregiudicato che faceva attuare alla squadra.
Ma prima di continuare a parlare di Roberto Petrella, soffermiamoci sull’organico che venne approntato.
In porta c’erano: Mimmo Giudice, Ciccio Galia (poi all’Akragas come preparatore dei portieri).
Difensori: Nevio Orlandi (ex Reggina), Tonino Cerro, Lo Bosco, Matteo Colucci, Nino Indelicato, ed il napoletano Garofalo;
Centrocampisti: Spiga, Iapicone, Vittorio Schifilliti, e Giuseppe Anello;
Attaccanti: Ciccio Francica, Roberto Petrella, Buccheri e Lavello. Roberto Petrella si mise subito in mostra sin dalle prime amichevoli, per la straordinaria velocità e controllo di palla e nell’amichevole di Gela contro l’allora Terranova riuscì a segnare un gran bel gol. La gara, per la cronaca finì con la vittoria della squadra gelese, allenata da Colomban, per 2 ad 1, marcatori Giudice e Nicoletti.
Petrella era fidanzato a Modica, e di tanto in tanto, andava a trovarla. Ma quel 3 ottobre 1979, gli fu fatale.
Una telefonata al centralino della Polstrada che avvertiva di un’auto fuori strada tra Licata e Palma Montechiaro, dentro c’era un uomo apparentemente dormiente con il capo chino. Era Roberto Petrella, che in un incidente autonomo, era finito fuori strada. Un colpo fatale che gli troncò la vita ad appena 24 anni.
La notizia si sparse subito ad Agrigento, i compagni di squadra subirono un trauma incredibile, perché era difficile dimenticare un ragazzo con i capelli a caschetto biondi che si faceva volere bene da tutti.
La società dopo 32 anni, nel rifacimento dell’Esseneto, ha pensato bene di rispolverare  una vecchia lapide buttata nel fondo del magazzino sotto le tribune, ed l’ha giustamente collocata nell’androne degli spogliatoi.
A ricordare degnamente quel ragazzo sfortunato che per l’Akragas perse la vita ad appena 24 anni, ci ha pensato Basilio Borgo.
Questo sabato all1 11,00, infatti, nel salone del Circolo Empedocleo, presenterà un nuovo libro della collana “l’Akragas a colori”, dal titolo “Nel segno di Petrella”.
Non c’era modo migliore per onorare la memoria del calciatore di origini abruzzesi.