Massimo Lupo
Massimo Lupo
Massimo Lupo

Massimo Lupo entra a fare parte della dirigenza akragantina. La notizia è trapelata in queste ultime ore, dopo che l’imprenditore, di origini crispine, ha dato il proprio placet. Lupo, a dire il vero, molto vicino alla dirigenza pilotata da Silvio Alessi, nella veste di sponsor, è un  appassionato di calcio e tifoso dell’Akragas. Titolare di diverse sale cinematografiche “la Lupo Group”, negli scorsi mesi, ha commissionato alla famosa ditta Lino Sonego, produttrice di arredo, poltrone per cinema, teatri e stadi,  si è fatto carico di istallare allo stadio Esseneto, speciali panchine (entro l’inizio della prossima stagione). A dare il benvenuto ufficiale è il vicepresidente Giovanni Castronovo: “Lupo era già nostro sponsor, adesso entra a far parte della famiglia Akragas. Il ‘si’ di Lupo, spero si associ a quelli di altri imprenditori. L’Akragas – spiega Castronovo – in questa stagione dovrà  affrontare importanti spese, pertanto, servono nuovi fondi per far diventare ancor più grande questa società. A nome di tutta la dirigenza dò l’ufficiale benvenuto a Massimo Lupo”.  Raggiunto da noi telefonicamente, Massimo Lupo, disponibilissimo ci spiega le ragioni per le quali ha deciso di sposare il progetto biancazzurro. “Sono stato sempre una persona molto razionale, che vede le cose in una certa maniera. Ho seguito con passione il calcio nella sua espressione migliore, facendo moltissimi kilometri per seguire quelle che sono state, le migliori espressioni calcistiche della provincia di Agrigento. L’ho fatto con il Licata ai tempi della serie B, con l’Akragas in C1, e sono sempre più convinto che, come il Palermo per la Sicilia Occidentale, il Catania per quella Orientale, Agrigento con l’Akragas, dovrebbe rappresentare il punto d’incontro di tutta la collettività interprovinciale. Ecco perché – prosegue Massimo Lupo – ho sposato questo progetto, anche perché in società trovo gente per bene e che la pensa come me”. – Qual è il suo più grande desiderio? – “Ce ne sono diversi. Innanzitutto, bisogna mettere da parte tutti gli odi delle tifoserie che suggellano violenza. Allo stadio, le famiglie devono andarci serenamente, senza problemi. Questo perché vedo nel calcio un aspetto ludico-sociale notevole, – conclude Massimo Lupo – un punto di incontro dove ognuno di noi, nella massima libertà, può tifare per la squadra del cuore, senza offese e cori deprimenti. Infine, mi auguro che assieme agli amici, possano aggregarsi forze sane che appartengano al mondo del professionismo civile: medici, avvocati,  politici”.