I giocatori sotto la Curva Sud

Akragas. L’analisi di un 8° posto in classifica, forse non troppo apprezzato.

Se in estate, durante l’inizio della preparazione, qualcuno mi avesse detto che giunti alla decima giornata di campionato ci saremmo attestati attorno all’ottavo posto in classifica, avrei risposto certamente:”magari!”.

Oggi, le prospettive sembrano essere cambiate. La formazione di Lello Di Napoli, rispetto alle gare delle prime giornate in cui, per la contemporanea assenza della coppia di difensori centrale titolare Marino-Cazè, ha subito complessivamente 9 reti (con la Reggina soltanto 1 con Marino in campo, prima che lo stesso fosse espulso), e due sconfitte esterne, a Lecce (1-4) e Fondi (0-2). Poi dalla 5ª giornata un inversione di tendenza. In queste ultime 6 gare sono arrivate 2 vittorie e 4 pareggi, realizzando 5 reti e subendone soltanto 3, di cui 1 in pieno recupero al 93° contro l’Andria nel nono turno che ha tra l’altro interrotto l’imbattibilità del portiere Pasquale Pane giunta a poco più di 300 minuti (tenuto conto i minuti di recuperi tra primo e secondo tempo).

In altri tempi, probabilmente si sarebbe sorriso a veder lievitare il numero di giornate in cui si è rimasti imbattuti. Oggi qualche muso di troppo, sopratutto a fine gara, dopo il 5° pareggio casalingo, tra il pubblico deluso dello stadio Esseneto.

Ed allora. Parlavamo di prospettive. A guardare il calendario, molto favorevole, delle partite finora giocate dentro le mura amiche e considerata la qualità delle nostre avversarie stabilmente posizionate tutte dietro la formazione biancazzurra, cresce il rammarico per i punti non ottenuti. Vibonese (19° posto), Reggina (12°), Catanzaro (17°), Andria (9°), Taranto (14°), sono tutte formazioni sulla carta abbordabili, anche se la storia di queste cinque partite non è uguale e non ha lo stesso comun denominatore.

Domenica scorsa, infatti, sono stati i giganti a raggiungere il pareggio in extremis, dopo essere stati sotto per più di 1 ora, contro una squadra assetata di punti, fresca di cambio allenatore e per questo motivo ancora più vogliosa di dimostrare di non essere “morta”. In altri tempi queste gare le avremmo perso. Con il Taranto, nonostante tutto e tutti, in qualche modo l’Akragas è riuscita comunque a riprenderla, pareggiando ed ottenendo un punto che fa classifica, ma che sopratutto dovrebbe fare anche morale.

A fine gara, invece, giocatori e tecnico, tutti sotto la curva sud, a prendersi i rimbrotti della tifoseria organizzata che ha chiesto più impegno, qualche imprecazione di delusione per la mancata vittoria. Nessun insulto, nessun episodio grave, nè contestazioni esagerate. Semplicemente un chiaro invito a vincere le partite. Dalla tribuna coperta, invece, sono arrivati gli applausi per evidenziare lo sforzo dei giganti nel cercare e raggiungere il pareggio finale.

Sui social, altro pianeta incredibilmente volubile, i pareri sono contrastanti, tra chi difende la squadra ed il suo tecnico e chi invece le avrebbe voluto vincere tutte. Detto che, chi paga il biglietto ha sempre il diritto di dire quel che vuole, c’è anche ad onor del vero, da dire che al momento questa squadra con il conosciutissimo budget ridotto, ha finora ottenuto più punti e meno sconfitte, di tante altre società che hanno speso molto di più, a volte con parchi giocatori “vecchi” e calciatori con contratti annuali. Qui, invece, si intravede un barlume di programmazione. I giovani stanno poco poco crescendo ed in alcuni casi si cominciano a vedere grandi potenzialità. Per non parlare del fatto che alle spalle c’è una società molto presente che si è detta pronta a rimetter mani al portafogli se sarà necessario per colmare eventuali carenze in ruoli cardine, laddove riterranno di dover intervenire.

Solo il tempo saprà confermare quanto di buono c’è in questo progetto Akragas. Per il resto l’ottavo posto in classifica ed i sei turni di imbattibilità dicono che bisogna apprezzare anzichè disprezzare. Insieme si vince, insieme si perde. Nel nostro caso si pareggia che è comunque positivo.