Akragas. Il film della stagione 2016-17 (VIDEO)
E’ iniziata con l’ennesima rivoluzione estiva la stagione 2016-2017 dell’Akragas. A condurre la carovana, la società, nella persona di Peppino Tirri, sceglie l’ex centravanti biancazzurro Lello Di Napoli, fresco di un ottimo 7° posto con il Messina, dopo essere stato promosso a primo allenatore, al posto dello squalificato Arturo Di Napoli.
L’esordio avviene allo stadio Esseneto il 7 agosto in Coppa Italia contro la neopromossa Siracusa. Vittoria netta 3-0. A segno, con una doppietta Lorenzo Longo, che si presenta così benissimo al suo nuovo pubblico.
Due settimane dopo a Catania, sconfitta immeritata per 2-0, ed espulsione ingiusta per Thiago Cazè, che sarà anche squalificato per 2 mesi. Le contestuali condizioni precarie di capitan Daniele Marino creano non pochi problemi al tecnico che inizierà sin da subito ad affidare le chiavi della difesa a 2 ragazzini Cristian Riggio (19 anni, proveniente dalla Primavera del Crotone) e a Gigi Carillo (21 anni, arrivato in estate insieme a Carrotta e Gomez dalla Juve Stabia in cambio dello sloveno Urban Zibert).
Il campionato inizia male. Due pareggi interni con Vibonese e Reggina, ed altrettante sconfitte esterne a Lecce e Fondi (dove però saranno ben 9 calciatori in precarie condizioni di salute a fare la differenza). Quindi arrivano due vittorie consecutive.
Il 18 settembre i giganti affondano una buonissima ed attrezzata Virtus Francavilla per 2-1, 7 giorni dopo allo stadio Massimino sotto una fitta pioggia resistono agli attacchi incessanti degli etnei poco precisi e cinici per 93 minuti, ribattendo comunque colpo su colpo ad ogni iniziativa dei padroni di casa, infine nell’ultima azione del match Matteo Zanini (altra rivelazione della sessione estiva di mercato) azzecca l’angolo più lontano della porta rossazzurra lì dove Pisseri non può proprio arrivare, regalando un sogno ai tifosi agrigentini inzuppati d’acqua nel loro settore che possono festeggiare gol e 3 storici punti.
La vittoria nel derby però non porterà bene. Devono infatti trascorrere altri 69 giorni prima di ritornare a festeggiare una vittoria. In mezzo ancora tanti pareggi casalinghi con diverse dirette concorrenti per la salvezza.
Mancate vittorie in alcuni casi, come l’1-1 con il Melfi (alla rete di Thiago immediata la risposta di De Vena), l’1-1 con l’Andria (il pareggio di Cianci arriva solamente al 92°), ovvero punti preziosi come l’1-1 contro un ottimo Taranto (fresco di cambio tecnico in panchina) raggiunti nel finale grazie all’ex Marino. In mezzo anche uno strepitoso pareggio sul campo del Foggia neopromosso in serie B. 0-0 allo Zaccheria.
A Caserta si vince, grazie a Salvemini, l’Akragas conquista una vittoria salutare al Pinto, anche in questo caso con un gol a 10 minuti dallo scadere. 3 sconfitte di fila contro Cosenza e Monopoli in casa, Juve Stabia in trasferta fanno ritornare nuovamente l’umore sotto i tacchi a tutto l’ambiente. Ma alla penultima del 2016, i biancazzurri vanno a vincere in casa della Vibonese 0-1, gol del talento argentino German Cochis al 6° minuto, vittoria crocevia della stagione perché determinerà un favorevole piazzamento nella classifica finale in vista dei play out. Il 29 dicembre all’Esseneto arriva la corazzata Lecce, vince 2-0 con un uomo in meno, ma non ci pensa nessuno.
Le preoccupazioni sono rivolte tutte alla sede del Gigante, da dove nel corso del mese di dicembre erano arrivate notizie negative. Il patron Marcello Giavarini, infatti, aveva annunciato il proprio disimpegno. La provvidenziale, una volta tanto, pausa invernale (fino al 21 gennaio) servirà per ridimensionare il parco giocatori. Vanno via, Assisi, Garcia, capitan Marino, Salandria, i tre ex Juve Stabia, Gomez, Carillo e Carrotta, così come la grande rivelazione Matteo Zanini. Tutte cessioni nel segno del bilancio. La società, nelle persona del presidente Alessi e del direttore dimissionario Tirri, tiene a precisare che non sono state cessioni da cui si siano ricavati capitali, ma soltanto operazioni utili a togliere dal bilancio societario gli stipendi che da contratto avrebbero dovuto elargire ai partenti.
Sembra che tutto sia finito, che da un momento all’altro ci sia da ammainare la bandiera ed arrendersi. Invece no, il capitano della nave, il coraggioso Lello Di Napoli ed il suo staff, restano al loro posto ed in gran silenzio e con grandissima umiltà non si perdono d’animo e cominciano a lavorare (anzi continuano) con il materiale umano a loro disposizione. Rimangono i portieri Pane e Addario, poi Thiago, Sepe, Russo, Pezzella, Longo, Cocuzza, dei cosidetti grandi, più i vari prestiti, Riggio, Coppola, Cochis, Palmiero e Salvemini. Negli ultimi minuti del mercato di gennaio arrivano a completare la rosa Mileto e Bramati dal Messina, Tardo dallo Spezia e Klaric dall’Andria, che si andranno ad unire ai tantissimi giovanissimi della Berretti e Allievi.
Si ricomincia a giocare il 21 gennaio, l’Akragas rende visita ad un ostica Reggina. Al Granillo, due errori macroscopici in difesa nel giro di pochi minuti regalano altrettante reti agli amaranto ed un pò di scoramento a giocatori e tifosi che nel successivo match contro il Fondi pensano di assistere ad una sfida a senso unico in favore dei laziali. Invece accade quello che probabilmente nessuno si aspettava. Dopo appena 9 minuti di gioco i Giganti passano in vantaggio con Genny Russo mantenendo il risultato fino al 72° quando vengono raggiunti grazie ad un dubbio penalty assegnato agli accademici e poco dopo rimontati sullo 1-2. All’89° il capitano Thiago Cazè ancora espulso, lascia in 10 la propria squadra che non demorde ed al 95°, all’ultimo secondo, all’ultimo respiro, con un giovanissimo, Simone Sicurella, trova il gol di un insperato pareggio che regala un sogno al giovanissimo empedoclino e la speranza a pubblico e squadra.
Da qui inizia un nuovo campionato per la truppa di Di Napoli. Si alterneranno ancora risultati positivi ad altrettanti negativi, ma era questo il campionato dell’Akragas, lo si sapeva sin dall’estate, ma si avrà la consapevolezza di potersela giocare ad armi pari con tutti, nonostante le cessioni invernali ed i problemi societari.
Il 12 febbraio ancora un grande successo nel derby con il Catania di Rigoli (esonerato a fine gara), 2-1 in rimonta con una perla di Pezzella dai 30 metri ed il rigore realizzato dal giovane Salvemini che sanciranno 6 punti presi in stagione alla corazzata rossazzurra.
Tre sconfitte di misura non riusciranno a scalfire la bontà del lavoro dello staff tecnico biancazzurro, anche perchè a Catanzaro il gol di Giovinco al 90° arriva con un evidente carica sul portiere Pane che verrà anche espulso per proteste e squalificato per 3 turni. Stesso leit-motiv con Foggia ed Andria, due sconfitte di misura maturate nel finale di gara. Con il Foggia all’Esseneto protagonista il portiere Addario che para un rigore al bomber rossonero Mazzeo.
Nelle ultime 10 gare, i giganti sapranno conquistare 15 punti frutto di 4 vittorie con Taranto (0-2 in trasferta), Matera, Siracusa e Casertana (tutte 1-0 in casa).
Preziosi i pareggi in trasferta sui campi di Melfi, Messina e Monopoli. Un pò di amaro in bocca lo lascia, invece, la sconfitta tra le mura amiche con la Paganese, la terza di 3 partite giocate nel giro di 7 giorni a causa del turno infrasettimanale. I giocatori arrivano stanchi nelle gambe e nella testa e non potendo disporre di alternative valide in panchina devono giocare. Cosa che non avviene in casa Paganese che invece disponendo di un più ampio turn-over riesce a far sua questa gara.
L’Akragas conclude la regoular season in 16^ posizione, a pari punti con la Vibonese a quota 39 punti, ma con il vantaggio della classifica avulsa, per cui affronterà nei play out la penultima della graduatoria finale. Il Melfi degli ex Grea e Vicente.
All’Arturo Valerio, il 21 maggio i biancazzurri escono imbattuti con grande fatica, pareggiando 0-0
Al ritorno, 7 giorni dopo, nella sfida decisiva, giocata allo stadio Esseneto il 28 maggio, impattano 1-1, nonostante passi in svantaggio al 10° per una sfortunata autorete di Riggio che infila Pane nel tentativo di respingere un tiro cross di Alessio Grea, riuscendo a trovare il gol del pareggio che significa anche salvezza, al 78° con Longo su assist di Leveque. Quel Lorenzo Longo che ha aperto la serie nella prima gara ufficiale, non riuscendo mai a segnare in campionato, la chiude in quello che alla fine sarà ricordato come il match più importante della stagione.
Il gol della salvezza. L’Akragas disputerà così il suo terzo campionato consecutivo in terza serie nazionale, che dalla prossima stagione tornerà a chiamarsi Serie C. Non accadeva dal lontano 1961-1962 (55 anni fa).
Foto e video di Sandro Parisi e Gerlando D’Aleo.
Si ringrazia anche Peppe Pitrone ed il gruppo Facebook “Storia del calcio agrigentino” per la foto storica dell’Akragas 1961-62, ed il sito Lecce Prima per la foto utilizzata per Lecce – Akragas














