akragas alcamo 10-03-2013 rigoli curva sud akragasChe noia senza l’Akragas. E’ come se, alla domenica mancasse qualcosa di importante. Questa è l’opinione generale dei tifosi di fede biancazzurra, ma non si può certo giocare tutto l’anno. E così, la maggior parte di essi scelgono di rimanere a casa con famiglia davanti al televisore, oppure, i più accaniti, di recarsi in altri stadi, per seguire qualche gara riguardante la fase finale play off. Maurizio Cardella, un supertifoso, di quelli tosti, è di quest’ultimo avviso: «Sarà che sono ancora giovane, ma sento la voglia di seguire le partite dal vivo, qualunque esse siano. Stare in uno stadio per me è segno di vitalità e di amicizia, e non credo di essere il solo a pensarla in questo modo. Anche i miei amici la pensano nella mia stessa identica maniera, ed ora, in assenza dell’Akragas, ci rimettiamo in auto per raggiungere uno stadio dell’interland». Molti la chiamano: malattia del pallone, altri, semplicemente, «fissazione domenicale», ma in entrambi i casi, la mancanza del pallone (per molti), si fa parecchio sentire. Rispetto a prima non cambia nulla, e secondo le abitudini, esistono, pur sempre, i classici ritrovi sportivi, i luoghi dove scambiare le ultime novità riguardanti la squadra del cuore. Rimangono, comunque, le bandierine biancazzurre a fare bella mostra di se, sventolando allegramente, nei pressi dello stadio Esseneto, a testimonianza di una splendida stagione appena conclusa. Quelli che non cambiano mai sono gli argomenti, che rimangono sempre gli stessi: Pino Rigoli rimane? Nicola Arena sarà ancora all’Akragas? Chi saranno i nuovi sponsor? Ci saranno nuovi dirigenti che si affiancheranno agli attuali? Arriveranno altri calciatori per rafforzare la rosa? Tutti interrogativi che verranno sciolti prossimamente, ma non certo prima della fine del prossimo mese di maggio. Non bisogna dimenticare che il contratto con il tecnico Rigoli scadrà alla fine del prossimo mese, e solo allora, si potranno avere le idee chiare. Il sogno di tutti sarebbe la riconferma, a furor di popolo, del bravo coach peloritano con tutti i collaboratori ed i calciatori, ma bisognerà fare anche i conti per quanto verrà deciso, all’unanimità, dalla società, sulle possibili prospettive e sui programmi futuri. Un discorso rimandato di alcune settimane con mente serena, anche perché il tempo non impone alcuna fretta. «Sono convinto che la società non si farà sfuggire Pino Rigoli – conclude Maurizio Cardella -. E’ stato trattato bene da tutti, ed una piazza come la nostra, non la potrà mai trovare così calda e generosa. Con lui avremo la possibilità di andare sempre più in alto, come sta facendo il bravo Roberto Boscaglia con il Trapani. Agrigento può diventare un polo calcistico importante della Sicilia, assieme a Palermo. Catania, Trapani e Messina». Allora, adesso occorre avere un po’ di pazienza, e poi vedremo se il nostro supertifoso ha avuto ragione.