Akragas. Di Napoli a ruota libera. “Esigiamo rispetto. Ad oggi promesse non mantenute”.
La telenovela Akragas non finisce di stupire, anzi ogni giorno di più ci regala nuovi scenari e colpi di scena. Tutto a danno, come potete facilmente immaginare, di tifosi, tecnici, giocatori e persone che a vario titolo nel corso della storia del gigante si sono sempre spese per alimentare quel sogno che evidentemente non sta a cuore a tutti.
Ecco che quindi nella 40^ ed ultima puntata della trasmissione sportiva “A tutto campo“, in onda su Tele Video Agrigento, martedì sera (che potete vedere integralmente in fondo all’articolo) il tecnico Lello Di Napoli, intervenuto telefonicamente, ha raccontato ai conduttori Carmelo Lentini, Gerlando D’Aleo ed agli ospiti in studio, Nino Volpe, Ciro Fuschino e Gaetano Gucciardo, alcuni retroscena piuttosto importanti delle vicende biancazzurre, alcune delle quali veramente difficili da comprendere o da accettare.
Ma ecco alcune battute dell’intervento del tecnico biancazzurro:
“Quest’anno sono stato visionato da direttori di serie B e mi hanno cercato tre squadre ma avevo ricevuto rassicurazioni da Alessi e avevo dato la mia parola che sarei rimasto all’Akragas perché, mi sono detto, do continuità a un progetto già intrapreso, con un anno di esperienza, per cui tutti sanno quello che voglio dai giocatori all’addetto al campo e ci sono le basi per fare qualcosa di importante. Ormai tutte le squadre si sono organizzate e io sono a casa senza lavoro in una condizione psicologica difficile perché mia madre se ne sta andando. E sono provato perché non c’è rispetto per quello che abbiamo fatto. Bisogna avere rispetto di quello che abbiamo fatto. È da febbraio che non percepiamo gli stipendi. I ragazzi mi chiamano in continuazione. Ancora sento queste storie delle cordate. Ci vuole rispetto.
Da quando sono qua sento dire “entrano nuovi soci”, Giavarini che dice “me ne esco”, ho sentito dire di cordate romane, di siciliani, di svizzeri e invece niente. Io ho sempre lavorato. Ci siamo salvati. E ci vuole rispetto per quello che abbiamo fatto sul campo.
Giavarini non credo abbia sofferto i cori contro il Licata (lo sapeva che andava ad Agrigento, la rivalità è nota). Questa è probabilmente una scusa. Se uno offre la propria quota a un euro e nessuno si presenta e il giorno dopo all’iscrizione viene fuori la cordata romana c’è da farsi qualche domanda. Che senso ha?»
«Ho detto a Giavarini: “Ma perché non ti prendi tutto tu insieme ad Alessi?”. Io ti dico che a fine anno tu non spendi più soldi, paghi solo iscrizione e fideiussione e poi facciamo l’autogestione. Quattro, cinque giocatori li abbiamo sotto contratto, prendiamo quattro over e dieci prestiti con valorizzazione. Per altro quest’anno le valorizzazioni saranno pagate ogni due mesi, e dunque quello che spendi, lo riprendi e copri le spese. Valorizziamo Leveque, Rotulo Caternicchia e si può continuare a fare calcio ad Agrigento. Sfido chiunque a trovare un allenatore che fa queste cose. Me ne sono andato insieme a Nigrelli a depositare l’iscrizione. Dove si è visto mai un allenatore che fa queste cose?.
Penso che Alessi e Giavarini hanno fatto il massimo. Non lo so perché stanno accadendo queste cose. Possono essere tante piccole cose che hanno portato ad allontanare. Gravina, il presidente della Lega pro, sta impazzendo perché dice “l’unica squadra che sta in ordine con i conti è l’Akragas. Che cos’è che non va lì giù?”
Mi ha chiamato Gomez che vuole venire con me. Lo stesso ha fatto Salvemini disposto a rinunciare alla Ternana in serie B per venire con me.”













