Anche se la partita storica contro gli etnei l’Akragas l’ha giocata prevalentemente nella propria metà campo, difendendo con le unghie e con i denti fino al triplice fischio del sig. Viotti di Tivoli, non vuol dire che non ci siano stati calciatori che più di altri si siano distinti positivamente ottenendo anche voti altissimi per la prova offerta.
Ci riferiamo ovviamente alla coppia difensiva MARINO – MUSCAT a cui mi sento in dovere di attribuire un meritatissimo 8 in pagella. Hanno eretto un vero e proprio muro difensivo davanti a MAURANTONIO (6,5), il quale dal canto suo ha esibito un paio di parate (una all’incrocio dei pali su Bombagi) e qualche importante e decisiva uscita in presa alta, però sbaglia sul gol di Calil, facendosi sfuggire il tiro cross di Falcone. Tornando ai due centrali difensivi, Marino e Muscat, hanno stoppato e parato pure con il corpo, ribattuto di testa, di piede e di spalle tutti i palloni piovuti in area di rigore, salvando in più di un occasione la loro porta (anche sulla linea), che quasi certamente avrebbe capitolato in più di un occasione.
GREA e CAPUANO (7) hanno dovuto faticare non pochissimo contro le coppie Falcone-Nunzella a destra e Garufo-Castiglia a sinistra. Da quelle zone del campo si sono moltiplicate la maggior parte delle iniziative rossoblu, molte delle quali smorzate o deviate dai due esterni biancazzurri.
Oggi, tante e tali sono state le azioni del Catania che poche volte durante la gara si sono sentiti i nomi di SALANDRIA (7) o VICENTE (7,5) piuttosto che di CANDIANO (6,5) o MAURI (6,5) a meno che non si trattasse di gioco etneo interrotto o trama d’attacco spezzata. Un gran lavoro oscuro ma importante per i centrocampisti rimasti troppo presto in inferiorità numerica per l’ingenuità di DYULGEROV (4,5) che aveva sì cominciato a ringhiare sulle caviglie degli avversari, ma che evidentemente non si era accorto che dopo la prima ammonizione era nell’aria che non avrebbe terminato la sua partita. Per fortuna è finita bene.
Voti alti anche per il tridente offensivo. Qualcuno potrebbe obiettare dal momento che i Giganti non hanno quasi mai varcato la metà campo avversaria, come valutarli positivamente? Sfido chiunque ad ammettere il contrario dal momento che nei 3 soli in tiri in porta etnea hanno segnato tutti e tre una rete ciascuno realizzando il 100% delle possibilità avute. DI PIAZZA (7,5) per aver lottato da solo come un gladiatore da solo in mezzo ai due piloni rossazzurri avendo spesso la meglio. MADONIA (7,5) perchè non era semplice sullo 0-0 dopo 11′ battere quel calcio di rigore che ha di fatto spalancato la strada al successo dei padroni di casa in questo storico derby, e poi perchè lo abbiamo visto correre per tutti i 90 minuti in cui è rimasto in campo, ha inseguito gli avversari financo a raddoppiare sugli esterni ospiti in fase difensiva. Suo l’assist per Di Piazza in occasione del rigore procurato, così come l’assist per Candiano che prende il palo, poi ripreso da Di Piazza per il gol che vale il 3-0. DI GRAZIA (8) assoluto protagonista di questo 2016 in chiave akragantina. Forse il siciliano più in forma del momento, giovane di assoluto valore, etichettato il Dybala nostrano, Dybala siculo, al 44° decide che è ora dopo tantissimi minuti di sofferenza di prendere palla e puntare la metà campo avversaria, si infila in mezzo a tre etnei a centrocampo, si invola verso la porta di Liverani e poco può fare Pelegatti che cerca disperatamente di fermarlo, inutile il suo tentativo, ‘u picciliddu entra in area e “brucia” sul tempo il portiere catanese, suo ex compagno di squadra, mettendo la palla nell’angolino basso, concedendosi all’apoteosi dello stadio Esseneto.
PINO RIGOLI (8) Non si scompone più di tanto nemmeno quando Dyulgerov si fa buttare fuori. Aveva detto che per questa partita, poteva anche rimanersene a casa, perchè aveva una rosa di uomini veri, invece secondo noi, vero è che questi giocatori sono prima di tutto grandi uomini, ma è grazie a lui ed al suo carisma, che i suoi giocatori non perdono mai l’orientamento, la calma, le posizioni. Li sprona, li tranquillizza, non sta un minuto fermo, quell’area tecnica è troppo piccola per lui. E’ un esplosione di carattere questa squadra da quando c’è lui in cabina di comando. Vero leader














