Sono ore frenetiche in casa Akragas, che dopo il summit di martedì scorso al Comune di Agrigento, sta cercando di prodigarsi per risolvere i problemi inerenti la garanzia assicurativa ed altri punti importanti  necessari, per l’avvio ai lavori di posa delle torri faro allo stadio Esseneto.
I tempi sono molto ristretti, ma la burocrazia impone determinate regole che vanno rispettate. Ecco perché, se da una parte i diretti interessati con caparbietà cercano le soluzioni ideali, da parte dei tifosi si nutre l’opposto e cioè un velato pessimismo. Ma dove sta la verità?
Lo abbiamo chiesto al vice presidente Peppino Tirri, a margine di un incontro societario che si è tenuto proprio nel tardo pomeriggio di mercoledì.
“C’è la massima volontà da parte nostra per risolvere i cavilli burocratici. Abbiamo consultato alcune assicurazioni per superare il primo scoglio: alcune di esse non sono pronte per tale operazione, altre si sono dichiarate disponibili dopo un consulto con le loro sedi. Entro questa settimana avremo delle risposte concrete”.

– Agrigento è periferica e tali operazioni non sono previste dalle Agenzie locali di Assicurazioni? – “Esattamente – continua Peppino Tirri -, si tratta di un caso un pò diverso dal normale, e mi sembra giusto che i titolari di Agenzia, prima di darci una definitiva risposta, chiedano lumi. In ogni caso tengo a precisare, e tranquillizzare i nostri tifosi, che da parte nostra c’è tutta la buona volontà affinchè le cose si facciano presto e bene. Superato questo inghippo ritengo che poi ci sarà la corsa per accelerare i tempi per la richiesta al Credito Sportivo. Non penso che ci vorranno tempi biblici, anche perché ci saranno tutte le garanzie possibili per potere richiedere il prestito”.

– Gira anche un’altra voce che riguarda lo “stato di salute” della società. Cosa c’è di vero? –
“Solo sospetti ed illazioni – conclude Peppino Tirri -, i nostri conti sono a posto ed abbiamo tutte le credenziali per tirare avanti senza problemi. Ai tifosi, che sono male informati, dico solo di stare sereni, perché presto vedranno concretamente le cose”.