Akragas – Andria, il commento alla gara

Un anno fa, l’Akragas ritornava a giocare allo stadio Esseneto, dopo l’esilio forzato al Provinciale di Trapani, affrontando la Fidelis Andria. Grande festa sugli spalti di via Petrarca per il ritorno dei giganti nel loro tempio, per una gara ufficiale, la prima dopo più di trent’anni, nel campionato di terza serie nazionale, la vecchia Serie C1. Ci pensarono Grandolfo e Strambelli a rovinare la festa con uno 0-2 che fu l’inizio di un incredibile serie di sconfitte casalinghe difficili da digerire.

A distanza di un anno, sono cambiate sia l’Akragas, molto più giovane, ma arrembante e cinica in alcune circostanze, sia l’Andria, indebolita con le partenze proprio dei due marcatori di quel match, ma sopratutto per l’addio di due leader come Bisoli e Stendardo.

Ciò nonostante, i pugliesi anche in questa occasione sono riusciti ancora una volta a rovinare la festa al popolo biancazzurro, per un vittoria sfumata a soli 120 secondi dal fischio finale del sig. Annaloro di Collegno, in pieno recupero, due minuti dopo il 90°, per mano (anzi per piede) del gigante Cianci che realizza con un sinistro, lui che è un destro, dai 25 metri che brucia sul tempo il portiere di casa Pasquale Pane.

La gara non ha offerto grandi emozioni. Non ci sono state molte conclusioni a rete, nè pali o traverse. Niente di tutto questo. Però è stata ugualmente gradevole. Leit motiv sempre uguale in casa Akragas, con gli ospiti a fare la partita ed i padroni di casa che appena rubano la sfera partono in micidiali contropiedi.

E così in una delle rarissime ripartenze gli uomini di mister Di Napoli si trovano tre contro tre, con Salvemini e Gomez che riescono a “portarsi” Rada ed Allegrini, lasciando di fatto lo spazio di prendere la mira al solito Matteo Zanini, il quale dopo aver guadagnato una trentina di metri, giunge quasi al limite dell’area di rigore andriese lasciando partire un gran tiro, che nella mente di ogni singolo tifoso presente sugli spalti dell’Esseneto, siamo certi l’abbiano immaginata dentro, alle spalle di Poluzzi, prima ancora che il giocatore con la maglia numero 2 calciasse.

Grande festa in campo e fuori per il quarto gol in campionato di un calciatore arrivato in sordina, in punta di piedi, e che si sta rivelando l’uomo in più nello scacchiere del tecnico napoletano.

L’Akragas, a parte la rete, non crea particolari pericoli, così come non ne creano i pugliesi. Il gioco è spesso spezzettato, tanti i falli di gioco, anche se la gara è veramente corretta. Buona la direzione di gara della terna arbitrale che non si erge mai a protagonista. Giuste le chiamate su fuorigioco e calci di punizione. Ad onor del vero, finora non abbiamo assistito ad arbitraggi scandalosi o di parte, e già questa è un’ottima notizia.

Nel secondo tempo qualche emozione in più, non tanto per gli schemi di gioco, quanto per la giocata di qualche singolo.

E così dopo poco più di un ora di gioco la prima vera occasione da rete per l’Andria sui piedi di Cianci che brucia in velocità Carillo ma spara sul corpo di Pasquale Pane in disperata uscita, che blocca. Al 70° è ancora Zanini che ci prova, stavolta servendo un assist al bacio per Salvemini, dopo il velo di Gomez, il cui tiro è debole, e sebbene fosse indirizzato all’angolino basso alla sinistra di Poluzzi, il portiere ospite ha il tempo di parare. A dieci minuti dal termine da segnalare un tiro pericoloso del nuovo entrato Volpicelli, il cui sinistro finisce di poco a lato dal palo di Pane.

Ma le vere emozioni arrivano solo al 90°. Salandria (subentrato all’ammonito Pezzella) lancia millimetricamente Guido Gomez che una volta entrato in area di rigore, supera magistralmente Ramzi Aya, si libera al tiro a non più di 5/6 metri dal portiere ospite, per quello che appare subito come la più limpida occasione per raddoppiare e chiudere la gara archiviando 3 importantissimi punti che proietterebbero i giganti al 7° posto in classifica con 13 punti. Invece, calcia centralmente lì dove Poluzzi può respingere con un piccolo tuffo alla sua sinistra. La palla, respinta finisce però sui piedi del talento argentino German Cochis, che se la trova sul destro in corsa e non riesce a controllarla come vorrebbe, calciandola malamente fuori.

Intanto l’Andria totalmente a trazione anteriore, con gli ingressi di Valotti, Volpicelli e Klaric in aggiunta a Cianci, passa ad un ultra offensivo 4-2-4 che non serve a molto, se non fosse per la prodezza di Pietro Cianci che a due minuti dal termine, esattamente due minuti dopo il mancato raddoppio dell’Akragas, pesca il jolly dalla lunghissima distanza regalando un insperato pareggio alla propria squadra e gelando i sogni dell’Esseneto.

Alla fine, se vogliamo il pareggio è il risultato più equo. Del resto se non si segna e non si chiudono le partite quando se ne ha l’occasione, non si ha nemmeno il diritto di reclamare. Bicchiere mezzo vuoto, quindi, per l’ennesimo pareggio casalingo. Dopo quelli con Vibonese, Reggina, Catanzaro, un’altra diretta concorrente porta a casa un prezioso punto che nell’economia generale potrebbe fruttare anche qualche posizione in più in classifica, determinante per la salvezza finale.

Inutile dire che con questo pareggio l’Akragas perde una grande occasione per portarsi in una posizione di assoluta tranquillità. Ma c’è tempo e se mister Di Napoli sostiene che questa rosa ha espresso solo il 45% delle proprie potenzialità, c’è da credere che il bello debba ancora venire.