Andrea Saraniti
Andrea Saraniti

«Contenderemo fino alla fine ai torresi la vittoria del torneo»

Ha realizzato una doppietta, ma non ha nemmeno festeggiato. Per Andrea Saraniti, professione bomber dell’Akragas, la gara contro il Noto è una delle pagine più brutte di questo torneo di serie D.
Sette a zero al Noto, ha segnato due gol.
«Non me ne vogliano i tifosi netini, né tantomeno lo staff tecnico e i ragazzi della juniores – dice -, ma quando le cose si mettono così male, è opportuno dichiarare il fallimento. Situazioni come quelle del Noto, del Licata e del Ragusa, fanno male al calcio, allo sport in generale, ma soprattutto finiscono per falsare un torneo che è stato molto bello e combattuto. Non mi va di commentare la gara con il Noto, dopo i primi dieci minuti, giocare era diventato quasi un peso. Noi vogliamo sempre affrontare delle squadre attrezzate, che si impegnano, c’è più gusto nel vincere».
– Un mezzo regalo natalizio è arrivato domenica dalla tua ex squadra, il Città di Messina, capace di fermare sul pareggio la capolista Savoia…
«Ho voluto ringraziare telefonicamente il team manager Davide Manzo. Certo, per come si era messa la gara, dal Celeste, il regalo doveva essere più cospicuo, ma ci accontentiamo. Abbiamo diminuito lo svantaggio sulla corazzata del campionato, tre punti sono pochi. Già con cinque punti di distacco eravamo ottimisti, figurarsi con tre punti e lo scontro diretto da giocare».
– Il Savoia ha segnato il gol del 3 a 2 con un giocatore del Messina a terra. Poca sportività?
«Ho guardato le immagini e voglio scagionare l’attaccante torrese. Era dentro l’area di rigore, magari non si era nemmeno accorto che un avversario era infortunato a terra, quindi non me la sento di condannarlo. Poi, in quei frangenti, complice anche il nervosismo perché sei sotto, queste cose capitano. Ricordo, che soltanto Paolo Di Canio, anni fa, in Inghilterra, si fermò davanti al portiere. Ma quelle sono cose che capitano una volta ogni mille anni».
– Cominci a pensarci al 19 gennaio, data del big match con i torresi all’Esseneto?
«Potete anche non credermi, ma non ci penso. Nemmeno i miei compagni pensano a questo impegno, siamo concentrati già sul Pomigliano che dopo le feste verrà a renderci visita all’Esseneto. Vogliamo vincere, ma non tanto per riscattare l’eliminazione dalla Coppa Italia, ma perché i tre punti sono importanti. Gli impegni più immediati sono quelli con il Pomigliano e poi con il Ragusa, al Savoia penseremo dopo».
– Ti aspettavi quando hai scelto di vestire la maglia dell’Akragas di avere 40 punti alla fine del girone di andata?
«Ho accettato l’Akragas perché la piazza è importante, la conoscevo già da tempo, inoltre i programmi erano ambiziosi. Non ho avuto dubbi circa la destinazione. Pensavo che al giro di boa avremmo chiuso con 35-36 punti, ne abbiamo invece conquistati quaranta e, qualcuno in più lo avremmo meritato. Siamo la quarta squadra in Serie D ad avere più punti. Meglio di noi hanno fatto soltanto Savoia, Pordenone e Merano».
– Il vostro allenatore ha detto, per la prima volta, che l’anti Savoia siete voi…
«Lo dicono i numeri. Poi, qualsiasi cosa dovesse dire il nostro tecnico per noi è Vangelo. Ma non siamo appagati, non intendiamo mica chiudere al secondo posto. Fino alla fine contenderemo la promozione in terza serie ai campani. Di questo ne sono più che sicuro».
– Ieri allo stadio è ritornato Alessandro Bonaffini dopo l’operazione al crociato…
«Siamo stati molto contenti della sua visita all’interno dello spogliatoio. Alessandro è un ragazzo splendido, sono molto dispiaciuto per quello che gli è accaduto, uno degli infortuni più gravi che possano capitare a un giocatore. Comunque lui è sempre uno di noi, lo aspettiamo. Conoscendolo, brucerà i tempi e rientrerà quanto prima in gruppo. Comunque, già il fatto stesso di stare con noi non può che fargli bene».
– Come trascorrerai questi cinque giorni di vacanza?
«Farò la spola tra Palermo dove ci sono i miei familiari e Messina dove risiede la mia fidanzata. Il 27 poi tornerò ad Agrigento per riprendere la preparazione, mentre il Capodanno, lo trascorrerò con tutti i miei compagni ad Agrigento. Anche noi, organizzeremo il cenone e il veglione. Questo a testimonianza di come sia unito il nostro gruppo. Guardate che è difficile e complicato trovare venti persone che vanno così d’accordo come noi. Tutti per uno e uno per tutti sempre, sia dentro il campo che fuori dal campo. Uno dei segreti di questo Akragas è proprio questo: il gruppo compatto».
– Cosa hai regalato alla tua fidanzata?
«Non è una sorpresa, quindi lo posso dire. Siamo andati a comprare assieme l’Iphone, me lo aveva chiesto da qualche giorno. Per quanto riguarda il sottoscritto, non mi aspetto nulla di eccezionale, il regalo più bello lo vorrei a maggio, la promozione in serie C». (fonte: LaSicilia)