Akragas. Si chiude il 2016 tra sorrisi e musi lunghi

E’ stato un 2016 variegato in casa Akragas. Il mix tra sorrisi e musi lunghi l’hanno fatta da padrona lungo questi 12 mesi. Compreso anche il periodo in cui la squadra non ha giocato, perchè a toccare la sensibilità dei tifosi ci hanno pensato le vicende societarie.

L’anno si è iniziato con 2 sconfitte, contro Benevento e Matera, le ultime di una lunghissima serie, agli ordini di quel Nicola Legrottaglie, bravissima persona, ma che come tecnico non è stato altrettanto osannato. Quindi il tanto agognato cambio in panchina che ha riportato Pino Rigoli al capezzale del gigante, al terz’ultimo posto con 11 punti (al netto dei 5 punti di penalizzazione). Subito la vittoria in trasferta sul campo del Monopoli a cui hanno fatto seguito altre 5 vittorie, che di fatto hanno dato quello slancio necessario e determinante alla storica salvezza, conquistata con il raggiungimento dei 40 punti necessari con un turno di anticipo. Alla fine la formazione dei templi ha chiuso con 12 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte. Segnando 35 reti e subendone 47. Senza la penalizzazione di 5 punti, i punti sarebbero stati 45 e la posizione in classifica avrebbe raggiunto l’8° posto che poteva regalare la qualificazione alla Tim Cup, la Coppa Italia dei “grandi”.

In estate, l’addio al tecnico messinese ma catanese di adozione che andrà proprio ad allenare gli etnei e l’arrivo dell’ex attaccante dell’Agrigento Hinterland Raffaele Di Napoli, che con mister Zampollini conquisto l’ultima serie C2 più di un ventennio fa. Con lui ed il suo staff, Peppino Tirri, riconferma solo 5 giocatori della stagione appena conclusa e porta all’ombra dei templi un manipolo di giovani promesse che sottoscrivono contratti pluriennali in nome della programmazione. Le aspirazioni della società ed i proclami dei presidenti Alessi e Giavarini parlano solo di stagione di sofferenza e di salvezza tranquilla, nulla di più.

Ed in linea con i programmi societari inizia la nuova stagione dei biancazzurri, sacrificio e sofferenza per una piazza che però, evidentemente non digerisce le scelte dei dirigenti akragantini, perchè tolti quei 1.000 fedelissimi che la squadra non l’hanno mai abbandonata, lo stadio Esseneto non si riempie mai. Nemmeno di fronte a offerte irrinunciabili come le promozioni family a € 10,00 o l’ingresso per 2 persone residenti in provincia al prezzo simbolico di 5 €.

La nuova stagione inizia con il prologo della Coppa Italia che termina con 1 vittoria (3-0 all’esordio) sul Siracusa, ed 1 sconfitta (0-2 al Massimino) a Catania, in cui l’Akragas perde Thiago Cazè per quasi 2 mesi (squalifica per una presunta, molto presunta, testata all’arbitro). Alla fine questa squalifica inciderà non poco nell’economia del gioco dell’undici di Lello Di Napoli, che non potendo usufruire anche del capitano Daniele Marino, infortunato, dovrà affidarsi ad una coppia di giovanissimi esordienti difensori centrali. I pareggi casalinghi con Vibonese e Reggina e le sconfitte esterne contro Lecce e Fondi ne sono una chiara prova. Le reti subite sono nate sempre da errori di gioventù di questi pur promettenti giovanotti.

Il 18 settembre 2016, resterà annotata come il giorno della primavera biancazzurra in questa nuova stagione. Nella gara forse più difficile, Pane & c. conquistano l’unica vittoria davanti il pubblico amico dello stadio Esseneto, 2-1 sul forte neopromosso Virtus Francavilla. Le altre 3 vittorie arrivano, paradossalmente, su campi difficili ed in trasferta. 0-1 al Massimino, con gol all’ultimo secondo (94°) di Zanini, e poi a Caserta e Vibo con il medesimo risultato contro due dirette concorrenti per la salvezza. Unico pareggio esterno, uno 0-0 addirittura a Foggia.

Di queste vittorie, però, pare non si ricordi nessuno, dal momento che sui social così come nelle piazze il popolo biancazzurro parla solo dei 7 pareggi, con formazioni decisamente abbordabili, e sopratutto delle ultime tre sconfitte consecutive casalinghe contro Cosenza (1-3), Monopoli (1-2) e Lecce (0-2). Tre sconfitte diverse tra loro ma uguali se vogliamo. Unico comune denominatore, gli errori individuali in fase di non possesso e la scarsa vena realizzativa.

In queste prime 21 giornate, l’Akragas ha conquistato 20 punti, frutto di 4 Vittorie, 8 Pareggi, 9 Sconfitte. 17 reti fatte, 30 reti subite.

Nella passata stagione, l’ultima del 2015, si giocò il 20 dicembre, arrivò una sconfitta casalinga 1-3 contro il Melfi, ma eravamo solamente alla 16^ giornata (ricordiamo che nella passata stagione il girone era composto da 18 squadre). La squadra era relegata al terz’ultimo posto con 11 punti.

Nel confronto con lo stesso numero di gare disputate, invece, l’Akragas lo scorso anno, dopo 21 gare, aveva ottenuto 25 punti, frutto di 7 Vittorie, 4 Pareggi, 10 Sconfitte. 15 gol fatti, 28 subiti.

La differenza? Probabilmente il tasso tecnico, difficilmente quantificabile in dato numerico. Diverso il discorso per quello anagrafico. La rosa dello scorso anno aveva un’età media che si attestava sui 27,36 dell’undici che mediamente è sceso in campo nell’arco della stagione, contro i 22,45 dell’ultimo match contro la corazzata Lecce, scesa ancora di più nel secondo tempo con l’ingresso di altri Under, a 21,91.

Adesso, si aspetta il mercato di riparazione. Lo scorso anno arrivarono, Dyulgerov, Di Grazia, Grea, Muscat, ed alla fine l’obiettivo fu raggiunto. Vedremo se anche in questa nuova sessione la società saprà muoversi a dovere, consegnando al tecnico qualche valido elemento per arrivare alla metà della salvezza.