Era ora. Dove doveva ulteriormente precipitare il Catania prima che, chi di dovere, si decidesse a mettere una pietra sopra a quella rottura, a quelle beghe e a quelle denunzie che hanno provocato un danno immenso alla stessa società rossazzurra, alla città e ai suoi appassionati tifosi?
Per fortuna una parte e l’altra, ossia Nino Pulvirenti e Pietro Lo Monaco hanno fatto un passo indietro e hanno deciso di ricominciare, di ripartire, quasi da zero.
Ci sarà da rifondare dalle fondamenta il nuovo Catania, società, amministrazione e squadra, ma in questo Pietro Lo Monaco è maestro. Certo, sa bene Lo Monaco che agendo come una ruspa, cioè facendo piazza pulita, non si creerà molte amicizie.
Ma Lo Monaco e i suoi più fidati collaboratori sanno benissimo che nessuno merita alcuna considerazione (dirigenti o pseudo tali, direttori di ogni tipo (addirittura tre nell’ultima infausta stagione) e stampa. Sì, anche i giornalisti hanno avuto il barbaro coraggio di schierarsi contro Lo Monaco, che sicuramente ha un bel caratterino, ma che come dirigente ha dimostrato di essere il Numero Uno.
Questa mia opinione l’ho sostenuta da sempre, convinto dalle mie idee, anche quando qualcuno dei miei colleghi ci rideva sopra. Domani a Torre del Grifo la presentazione ufficiale del nuovo ad del Catania e di parte dei suoi collaboratori.
Tra questi ci sarà Mario Marino, un prezioso collaboratore di Lo Monaco da quasi 20 anni, dai tempi dell’Udinese (1997) e poi i tre anni a Brescia (due in Serie B e uno in A), per continuare nell’Acireale in qualità di responsabile dell’area tecnica (tre anni di cui due in C2 e uno in C1).
Lo tesso ruolo Mario Marino l’ha rivestito anche nel Catania, dove lasciato l’Acireale, si sono trasferiti Nino Pulvirenti e Pietro Lo Monaco in Serie B. Per una serie di incomprensioni sorte con lo Monaco si è interrotto il loro rapporto. Dal 2005, riprendendo dal basso, Mario Marino ha inanellato una serie di successi in qualità di direttore generale con il Giarre in Serie D (finale nazionale Coppa Italia), con l’Adrano per tre stagioni in Serie D e fase nazionale play off.
Quindi altre tre stagioni con l’Acireale (promozione in Serie D con relativo record di imbattibilità) e poi altre due stagioni sempre con l’Acireale in Serie D. Scoppiata la pace e ritornato il sereno con Lo Monaco (2012) è stato nominato digì nel Milazzo in C2, senza dimenticare che per circa 20 anni ha fatto l’osservatore per molti allenatori importanti (che gli riconoscono qualità e capacità), mentre continua a svolgere con grande competenza e professionalità, di nuovo con il Direttore, l’attività di osservatore e scouting nazionale (torneo di Viareggio, ecc.) e internazionale (sud America, in particolare Argentina).
Tutto questo qualcuno lo dimentica o fa finta di non saperlo presentando Mario Marino come un illustre sconosciuto. E non ci sembra corretto.