Akragas –  Martina le pagelle

Non è stata certamente la gara dell’anno quella disputata dai biancazzurri contro il Martina Franca terz’ultimo della classe, in piena zona play-out.

Gli uomini di Pino Rigoli (6, non riesce a farsi “sentire” dai suoi ragazzi, nonostante abbia urlato dal primo all’ultimo minuto), sembrano assopiti, quasi in letargo, forse inconsciamente hanno snobbato gli avversari (12 sconfitte esterne su 13 gare disputate), forse hanno scaricato le batterie dopo un rush vincente durato più di 2 mesi. VONO (6) in porta ha fatto il suo, sempre attento e pronto in quei 2/3 tiri in porta degli attaccanti ospiti. GREA (6), CAPUANO (6) hanno limitato nelle rispettive fasce di competenza Antonazzo e Dianda con buoni risultati, poche volte si sono visti in fase di impostazione. MARINO e MUSCAT (6,5) ordinati e precisi, al solito formano una barriera invalicabile davanti a Vono agevolando la fase difensiva dei padroni di casa che quasi mai rischiano grosso.

Il centrocampo, che normalmente fino ad ora è stato il fiore all’occhiello della squadra targata Rigoli, è stato il vero assente della partita valida per il 29° turno di campionato. SALANDRIA (5,5) non entra bene in partita, poche volte fa ripartire i suoi compagni quando c’era da attaccare, si limita a fare il mediano davanti la difesa. Stesso discorso per DYULGEROV (5,5) e ZIBERT (5,5) che aiutano in fase difensiva, ma sbagliano tantissimo quando si tratta di riproporsi alla ricerca della porta pugliese. Sembrano la brutta copia di quelli ammirati nelle ultime ottime gare da gennaio ad oggi.

In attacco sottotono anche il “Dybala siculo”, DI GRAZIA (5), evidentemente la primavera lo ha trascinato insieme ai compagni in una sorta di riposo del guerriero anticipato, non riuscendo ad inventarsi nulla per dare la svolta alla gara come in altre precedenti occasioni. Idem MADONIA (5) sbaglia molti passaggi ed altrettanti stop. Giornata stortissima (si può dire?). Positivo DI PIAZZA (6,5), probabilmente il migliore in campo dei “Giganti”. Ci mette la solita grande voglia. Lotta da solo in mezzo alla difesa avversaria e cerca in tutti i modi la porta di Viotti con alterne fortune. Bravo e furbo quando ottiene e realizza il rigore che pareggia un match che in altre occasioni l’Akragas avrebbe certamente perso.