Circolo Feace Agrigento, presentato il nuovo libro di Basilio Borgo

“Lo potevi parare” era una frase ironica, che negli anni sessanta, i tifosi akragantini indirizzavano al portiere avversario nel momento in cui subiva il gol dello svantaggio.
Una sorta di sfottò ripresa con arguzia e sarcasmo da Basilio Borgo nella sua ultima pubblicazione, presentata al Circolo “Feace” di Agrigento, alla presenza di numerosissimi tifosi.
A fare gli onori di casa, il presidente del Circolo, Elio Picone, che dopo una breve introduzione si è soffermato sul suo passato di calciatore biancazzurro, delle imprese della squadra che militava con onore in serie C, e sulla necessità di adeguare lo stadio Esseneto alle normative federali per proseguire la propria avventura.
Tra i presenti, oltre l’autore, Basilio Borgo, Lello Casesa che ha ricordato il padre Gigi grande frequentatore della tribuna denominata “Coverciano”, dove insieme agli amici amavano commentare la gara in maniera diversa “da allenatori di tribuna”. Presente il capitano dell’Akragas Ciro Capuano che ha avuto parole d’amore nei confronti della città di Agrigento e dei suoi tifosi. “Prima di arrivare qui ad Agrigento mi sono informato perchè non sapevo nulla di questa città; un po come il film “Benvenuti al Sud” – afferma Capuano – piangi quando arrivi, fai lo stesso quando vai via. Con l’Akragas ho un sogno: raggiungere la serie B, ma ci vuole anche la collaborazione di tutti, ed in particolar modo dell’Amministrazione comunale”.
Poi è stata la volta del sindaco Lillo Firetto, che dopo una breve introduzione, pressato dalle domande dei tifosi presenti, si è soffermato sull’illuminazione dello stadio Esseneto, il cui esito finale passa dalla volontà del Consiglio Comunale.
Un discorso lungo che ha percorso le varie fasi della trattativa tra società ed Amministrazione, e che dovrebbe culminare con il raggiungimento dell’obbiettivo, fortemente voluto da tifosi, società ed anche dalla stessa Amministrazione. Alla fine è stata la volta dell’autore del libro, Basilio Borgo, che ha ringraziato tutti per la presenza, soffermandosi su alcuni ricordi rimasti nella storia akragantina.