In questi giorni, su TVA è andato in onda uno speciale di “Solo Akragas” che ripercorreva l’anno trascorso dalla compagine dei templi, che evidenzia i tanti successi ed i tanti sacrifici sostenuti, per il raggiungimento di Lega Pro. Ecco perchè vale la pena ricordare, quei momenti di grande intensità e soddisfazione, ed ahimè, quelli meno gloriosi.

Nella storia dell’Akragas, infatti, non si era mai verificato di perdere, all’Esseneto sei gare di seguito. Un record negativo che rimarrà negli annali del calcio biancazzurro.
Eppure il cammino della compagine dei templi, lungo 60 anni, ha registrato altri records in positivo, e negli ultimi cinque anni sono indimenticabili gli anni di Pino Rigoli alla guida del Gigante.
Chi non ricorda il record delle otto vittorie consecutive in serie D, che eguagliò quello stabilito nella  stagione 91-92, con Mauro Zampollini alla guida tecnica dell’Agrigento Hinterland.

Vincenzo Feola con la bandiera biancazzurra
Vincenzo Feola con la bandiera biancazzurra

Per non parlare della scorsa stagione con Vincenzo Feola, che detiene un altro record significativo: quello dei risultati utili consecutivi che sono esattamente 31.
E’ il caso di dire che l’Akragas di questa stagione è passato, incredibilmente,  dalle stelle alle stalle. Basta mettere a confronto i numeri con la passata stagione.
L’anno della promozione in Lega Pro, l’Akragas, infatti,  è riuscito a totalizzare 20 vittorie di cui 8 fuoricasa, subendo una sola sconfitta in quel di Leonforte alla terza giornata ma con il tecnico Betta in panchina. Poi la squadra non ha conosciuto l’onta della sconfitta interna, uscendone  imbattuta, e mettendo in risalto  l’attacco, che  è risultato il più prolifico della categoria con 73 reti fatte.
Neanche ai tempi delle famose retrocessioni si è verificata una tale negatività.
Nella stagione di serie C 67/68, l’Akragas perse in stagione 15 volte, ma venne sconfitto due volte consecutivamente in casa.
Stesso discorso nel 1985/85 con 16 sconfitte totali, oppure la stagione successiva con 15 gare perse.
Nella stragrande delle sconfitte interne, al massimo l’Akragas ha masticato amaro, al massimo due volte consecutive oppure intervallate da qualche pari.
I numeri sono impietosi, ma rimangono scolpiti nella memoria.